Luce e buio, sguardo e rappresentazione sono i temi affrontati da Ryan Mendoza, in Turning off the lights, una mostra nata da una serie di fotografie, autoritratti di una bambina, dal nome Anja. Le foto, che non appartengono alla produzione dell’artista, danno vita alla sezione dell’esposizione intitolata Photos for which I am not responsible. Cinque immagini, cinque gigantografie, cinque buoni motivi per spegnere le luci. Un unico soggetto, una bambina di dodici anni. Ma chi è? Difficile spiegarlo. E i dipinti di Mendoza, pittore che non si è mai sentito fotografo, invece di fornire una chiave di lettura, giocano con l’ambiguità che fonda ogni immagine, tra inganno della fotografia e artificio della pittura.
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Ma quand'è che si diventerà un pò più onesti?
Dovrebbe essere tradotta così l'informazione: Le opere di Ryan Mendoza fanno cagare, copie pressapochiste di foto rubate on line che approffitando dell'ambiguità che c'è intorno al concetto d'arte oggi fottono sia i suoi collezionisti sia coloro che sono costretti a subirlo per le spietate leggi neoliberiste del mercato transnazionale e globale dell'arte.