Specchi, perle vitree, smalti, incisioni, lavori a lume, l’arte del fuoco è una tradizione tutta veneziana. La lavorazione del vetro, in laguna, ci parla di tecniche tramandate di generazione in generazione, di intensi commerci tra Bisanzio, Marocco, Egitto e Anatolia. Una storia antichissima, che inizia nei frammenti rinvenuti a Torcello, in un’area archeologica risalente al 600-650 d.C., prosegue a Murano, dove nel 1291 furono trasferite le fornaci con editto dogale, raggiunge il suo massimo splendore nel XV Secolo, quando sui cristalli venivano riprodotti i soggetti dei dipinti di Raffaello e del Primaticcio, arrivando fino alle forme dell’Art Nouveau e, quindi, ai giorni nostri. Per ricordare questa eccellenza, tra le più importanti risorse produttive e creative veneziane, Fondazione MUVE, Fondazione Cini, Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, Consorzio Promovetro Murano, hanno lanciato la prima edizione di Venice Glass Week, kermesse promossa dal Comune di Venezia che, dal 10 al 17 settembre, porterà in laguna mostre, convegni, seminari, proiezioni, attività didattiche e, ovviamente, visite alle fornaci e ai laboratori.
«La nostra città ha delle tradizioni uniche e straordinarie che non devono rimanere chiuse nei cassetti. Iniziative come questa sono fondamentali per attirare l’attenzione nazionale e internazionale su un artigianato di qualità, che deve raggiungere nuovi mercati e creare prospettive anche per le nuove generazioni. La lavorazione del vetro rappresenta un’eccellenza per Venezia, è il simbolo di una manifattura artigianale che deve restare viva e rinnovarsi, prendendo ispirazione dal passato per progettare il proprio futuro. Il nostro compito è quello di salvaguardare questo patrimonio, motore trainante della nostra città e del made in Italy», ha spiegato l’assessore al Turismo, Paola Mar.
Un ricchissimo programma, scandito da oltre 140 eventi, diffusi in ogni angolo della città, perché il segno distintivo di questa prima edizione è stata l’inclusione, con tutte le maggiori istituzioni culturali coinvolte, come, tra gli altri, la Fondazione Querini Stampalia, l’Università Cà Foscari, il Teatro La Fenice e Palazzo Grassi, oltre a decine di boutique, palazzi storici, da Palazzo Tiepolo Passi a Palazzo Contarini Polignac e Palazzo Mocenigo, fino al Caffè Florian, hotel, studi d’artista e spazi espostivi.
A Palazzo Mocenigo, sarà in esposizione Evento di luce, mostra di Tristano di Robilant, che prende spunto da una poesia di Vincenzo Cardarelli, mentre alla Scuola del Vetro Abate Zanetti una serie di workshop e incontri sulla cultura d’impresa. Le opere di Corrado Martens, un importante artista e designer del ‘900, a lungo impegnato nella vetreria Aureliano Toso, si potranno ammirare al Museo del Vetro di Murano, tra i punti focali della manifestazione, con mostre dedicate anche a Vittorio Costantini, Kyou-Hong Lee e Federica Marangoni, tra gli altri. Spazio anche per i più piccoli, con “Bianco come un foglio in trasparenza”, una proposta per i bambini delle scuole primarie che si lega alla mostra “Natura quasi Trasparente”, dell’artista veneziana Elisabetta Di Maggio, che mette in relazione alcuni oggetti in vetro della tradizione e le sue opere contemporanee. Alla Fondazione Cini, un tuffo nella storia, con il Centro Studi del Vetro che apre il suo archivio e la sua biblioteca specializzata, organizzando sopralluoghi guidati durante i quali il pubblico potrà toccare con mano, con delicatezza si intende, il prezioso patrimonio. Sempre alla Fondazione Cini, si terrà anche la mostra, a cura di Marino Barovier, dedicata a Vittorio Zecchin e alle sue creazioni per la V.S.M. Cappellin Venini & C. e per la M.V.M. Cappellin & C. . Al T Fondaco dei Tedeschi, invece,
Camilla Brunelli e
Simone Crestani esporranno le loro “Metamorphosis”, originali creazioni in vetro, espressione dell’ancestrale relazione tra il design dell’uomo e le forme della natura. Insomma, anche se doveste perdervi tra i canali, non correrete il rischio di rimanere a bocca asciutta. In ogni caso, la
mappa è molto chiara e il calendario completo degli eventi è consultabile
qui.
In home: Seguso s.r.l., disegno di Flavio Poli, coppa, china e acquerello su cartoncino
In alto: Vittorio Zecchin, Vasi in vetro trasparente 1921 – 1925