Categorie: Speednews

Tutti all’hotel Paradiso dismesso. Una festa-tavola rotonda per ripensare al futuro dell’edificio di Gio Ponti nell’alto atesina Val Martello

di - 17 Luglio 2013
Tutto intorno cime alpine che raggiungono i 3mila metri, in mezzo, in una splendida radura, uno scheletro abbandonato dal 1966. Una rovina dipinta di rosso, che forse in realtà potrebbe quasi ormai essere paragonata a una semplice maceria, impressiona ancora molti dei camminatori e vacanzieri che vi si imbattono. Si tratta dell’ex hotel Paradiso, costruito negli anni fra le due guerre su incarico di una società per azioni, su progetto di Gio Ponti. Una struttura di lusso, per una clientela d’èlite che già negli anni ’30 era coccolata da un esercito di massaggiatori, maestri di sci, parrucchieri e pasticceri. Nell’albergo inoltre erano presenti una sauna, una biblioteca con volumi in lingua inglese, una taverna e un ufficio postale. Un edificio che oggi sarebbe probabilmente impossibile (forse per fortuna) nella posizione in cui si trova, che dopo la seconda guerra mondiale chiuse i battenti, dopo essere stato occupato dall’esercito tedesco  nel 1943, ed utilizzato come caserma per l’addestramento dei militari. L’imprenditore veneziano Bennati, fece ampliare e dipingere di rosso la costruzione nel 1952, ma l’hotel non venne mai riaperto, finendo nel 1966 tra le proprietà della famiglia altoatesina Fuchs. Una storia “sociale” che il prossimo sabato 27 luglio riprenderà vita, dando alla Val Martello la possibilità di riflettere sulle “possibilità” che potrebbe avere l”ex albergo. Ideatore del piano di “rilancio” la Fondazione Architettura Alto Adige, con l’approvazione e il sostegno della proprietà. Per dimostrare che questo “reperto architettonico” potrebbe essere un incubatore di futuro, sia artistico che forse turistico. Tre tavoli di confronto dunque, tra musica, danza, teatro, proiezione di film, istallazioni artistiche ed esposizioni varie, tutte imperniate sulla vita dell’albergo, per identificare visioni o soluzioni possibili. “Un lusso per i tempi futuri?” recita il titolo del convegno: forse si, ma dove forse è necessario ripensare all’abbandono. Tra i partecipanti alla giornata anche Stefano Cagol, con una performance organizzata insieme a Dolomiti Contemporanee, con il direttore Gianluca D’Incà Levis a parlare del riutilizzo di spazi alpini dismessi, in una loro riconversione culturale, e la proiezione del film “Il Paradiso del Cevedale” di Carmen Tartarotti. www.kultura.arch.bz.it/attualità

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

All’Associazione Barriera di Torino lo spazio perde l’orientamento

Le opere di Nicola Ghirardelli, Edoardo Caimi e Bri Williams dialogano con gli spazi dell'Associazione Barriera, a Torino, per spostare…

7 Maggio 2026 19:30
  • Arte contemporanea

Il Max Mara Art Prize va a Dian Suci, con un progetto tra spiritualità e artigianato

Dian Suci vince il Max Mara Art Prize for Women con un progetto che indaga la dimensione spirituale dell'artigianato: l'artista…

7 Maggio 2026 18:30
  • Danza

La danza di Olympiade: il corpo in scena che si fa memoria viva

In Olympiade, messo in scena dal Ballet de l’Opéra Grand Avignon a Verona e ad Ancona, il movimento sportivo si…

7 Maggio 2026 17:31
  • Mostre

Con te con tutto. Il Padiglione Italia di Chiara Camoni

Una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l’incontro e la condivisione…

7 Maggio 2026 17:00
  • Mercato

Fede Galizia, Pieter de Hooch, Domenico Fetti: ecco i vecchi maestri di Lempertz

A Colonia, la casa d’aste tedesca mette in vendita gli Old Masters. Sguardo in anteprima al catalogo, in attesa del…

7 Maggio 2026 16:02
  • Attualità

Addio a Paolo Masi, maestro della Pittura Analitica italiana

È morto a 92 anni l’artista fiorentino protagonista della ricerca astratta dagli anni Sessanta a oggi. Tra materia, luce e…

7 Maggio 2026 13:37