Categorie: Speednews

Tutto Bologna/13. Le carte di Simone Pellegrini al Laboratorio degli Angeli

di - 3 Febbraio 2019
Da sei anni consecutivi, il LabOratorio degli Angeli di Bologna contribuisce alla proposta del circuito Art City con un approfondimento sui protagonisti dell’arte italiana. Affatto scontata, l’attenzione riservata ai metodi conservativi e alle problematiche espositive dei materiali dell’arte contemporanea aiuta a confermare l’evento del LabOratorio come unico nel genere a ogni edizione.
Parte della ricerca per il restauro è rivolta alle opere su carta e la mostra personale anche quest’anno curata da Leonardo Regano è dedicata a un artista che della carta ha fatto il suo mezzo d’elezione. “Sensorio Indiscreto” è il titolo di un percorso tra le grandi carte e i libri vergati di Simone Pellegrini, «Raffinato interprete delle più recenti istanze della pittura italiana – scrive Regano – che con questa mostra impreziosisce di un nuovo e importante tassello la sua ricerca sul gesto e la forma pittorica».
Si presenta al pubblico nell’Oratorio dell’ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli, innanzitutto, un’opera inedita del 2019, accanto a episodi esemplari della produzione di Pellegrini degli anni scorsi. L’allestimento, concertato con gli operatori dell’atelier, va a comporre una escalation, dalla carta riversa sul tavolo da lavoro, Concavi i fissi che raggiunge i 2 metri per tre del 2006, a quelle sospese nell’imponente installazione che inquadra Grave radiante del 2018.
Il rapporto bidirezionale instaurato con gli ambienti del Laboratorio vede poi proseguire la mostra nella sala Biblioteca: dagli scaffali affollati di libri e cataloghi d’arte in dotazione dello spazio, emergono, come per una pronta consultazione, i libri di Pellegrini. Si tratta di disegni a matita realizzati sui frontespizi di volumi, oggetti di studio dell’artista, che si presentano in taluni casi come preliminari composizioni delle opere di grande formato. Per “Sensorio Indiscreto” è in esposizione il bozzetto dell’altra opera in mostra, Vario diafano del 2017.
Questa personale sarà visitabile fino al 16 febbraio. Contemporaneamente altre opere dell’artista sono esposte fino al 4 febbraio presso la sede di Alliance Française all’interno della collettiva “Drawing Storage – Assonances” a cura di Giovanna Sarti, e nella Cappella di S. Maria dei Bulgari dell’Archiginnasio in occasione dell’anteprima della biennale di do ut do 2018-2019. (Cristina Principale)

Articoli recenti

  • Mercato

Sette mostre da non perdere nella settimana di Art Basel 2026

Da Helen Frankenthaler a Chloe Wise: guida alle mostre in corso tra musei e fondazioni di Basilea e dintorni, da…

15 Giugno 2026 18:12
  • Mostre

Giulia Cantarutti, Langue verte, la nuova mostra di Alveare Culturale Studio

Con “Langue verte” Giulia Cantarutti costruisce un percorso alchemico negli spazi di Alveare Culturale Studio a Milano, tra simboli animali…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arte antica

Il Lago di Como nello sguardo di Willam Turner: natura, luce e invenzione del paesaggio

Un importante nucleo di opere provenienti dalla Tate di Londra racconta il rapporto dell'artista con l'Italia e il ruolo del…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nasce Large: a Parigi un’ex fabbrica Renault diventa centro d’arte contemporanea

A Parigi apre Large, nuovo centro d’arte contemporanea sull’Île Seguin, nato dalla riconversione di una storica fabbrica Renault: la grande…

15 Giugno 2026 17:30
  • Arti performative

Una performance ci invita a guardare come alberi: L’incanto al Mattatoio di Roma

Il Mattatoio di Roma ospita L'incanto di John Cascone e Veronica Cruciani: performance e video si uniscono per coinvolgere il…

15 Giugno 2026 16:26
  • Mostre

Sorellanza, arte e vita: Anna Raimondo canta bell hooks a Napoli

Una canzone nata da un libro sull’amore, due voci neomelodiche, un vinile e tre anni di lavoro: il progetto di…

15 Giugno 2026 14:32