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Ucraina iconoclasta con il passato comunista. E in piazza si distruggono i monumenti dell’epoca sovietica

di - 13 Aprile 2015
Tre uomini mascherati hanno rovesciato i tre eroi bolscevichi nella piazza di Kharkiv, seconda città ucraina vicino al confine nord-orientale con la Russia, 48 ore dopo che il Parlamento ha approvato leggi controverse che vietano simboli nazisti e comunisti.
Il destino dei monumenti di epoca comunista, anche da queste parti, sembra sempre di più avere le ore contate, un po’ come le immagini delle città sotto assedio dall’IS.
Su youtube è anche comparso un video del gruppo anti-russo dove si vede esattamente la dinamica dell’attacco: gli uomini usano una scala per agganciare le statue con un cavo d’acciaio legato ad un furgone bianco che poi si allontana, portando giù le sculture, con la polizia ferma a guardare. Il sindaco, che ha bollato l’attacco come “vandalismo”, ha chiesto spiegazioni, ma il partito di opposizione Bloc ha incolpato la normativa e ha dichiarato che il governo è stato deciso a “smantellare tutto, dalla storia, alla tradizione, alle feste nazionali e la memoria”. Eppure i sostenitori del divieto, dicono che aiuterà l’Ucraina a rompere con il suo tragico passato e con il dominio di Mosca attraverso la maggior parte del XX secolo. Ma Mosca ha dichiarato invece che l’Ucraina sta tentando di riscrivere la storia “usando metodi veramente totalitari di liquidazione parti indesiderate”. La sociologa Andriy Bychenko ha scritto che “I sentimenti verso i simboli dell’Unione Sovietica sono diventati nettamente più negativi dall’inizio della aggressione russa”, e una risposta è arrivata anche dallo storico David Marples; “Il rifiuto onnicomprensiva di tutti gli aspetti del retaggio sovietico è fastidioso”. Insomma, è tutta una questione di immagini, anche stavolta.

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