Verde curato da è un progetto per la riqualificazione di spazi pubblici inutilizzati (rotatorie stradali, aiuole pubbliche o piccoli giardini rionali), ideato dall’artista Ettore Favini.
Lo spunto per la scultura ecologica a sfondo sociale è la storica opera di Joseph Beuys, Difesa della Natura. Nei luoghi individuati saranno piantumati degli ulivi, al fine di riqualificarli e sottolineare la falsificazione dell’idea di verde pubblico in aree anonime, di fatto prive di funzione ricreativa e urbana.
Ogni cittadino può diventare protagonista dell’operazione donando alla sua città un ulivo; sarà poi l’artista a recarsi in loco a piantumare gli alberi.
Il progetto spera di raggiungere il più alto numero di enti e associazioni locali per costruire la più grande scultura ecologica mondiale. Grazie a un sistema di pannelli fotovoltaici e alla raccolta dell’acqua piovana le rotatorie saranno completamente sostenibili, azzerando i costi di gestione da parte dell’Ente. L’operazione è supportata dalla Galleria Alessandro de March di Milano.
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Il lavoro di piantagione di ulivi è già stato fatto nel 1999 dall'artista Giovanni Battista Ambrosini in un villaggio del Nepal chiamato Rara Saipal. Il gesto si inserisce nel lavoro globale dell'artista che prevede di piantare degli alberi sulle montagne mitiche della terra: Himalaya, L'Atlante, Le Ande, il Kilimangiaro. Questa operazione è ora supportata da un progetto della F. A. O. Ambrosini nasce in una temperie che intreccia le poetiche Fluxus a quelle dell'arte ambientale, suoi compagni di strada sono stati solo per fare alcuni nomi: Sarenco, Enrico Mascelloni, Aldo Mondino, A. Parise, Eugenio Miccini, Renato Mamabor, Cesare Milanese.
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Non interessante.