Poesie in forma di opere d’arte, la scrittura come oggetto estetico, il verso che si fa superficie o scultura. Gianfarioli, architetto e designer italiano, si cimenta in un’originale trasposizione dei testi poetici di Gerad Malanga, esponente della “Factory” di Andy Warhol: i segni della scrittura si traducono in forme bidimensionali o tridimensionali, fornendo lo “schema” dell’opera stessa e insieme divenendone parte integrante.
In concomitanza con la mostra, presso l’aula magna dell’Istituto Europeo di Design, Gerard Malanga, assieme all’attrice Elisa Rampon, legge alcune sue poesie e incontra gli studenti; ospiti Gianfaroli e Fernanda Pivano che presenta l’amico poeta.
Anche gli studenti dello IED sono stati parte attiva del progetto: nell’ambito del corso di “Progettazione Marchio Manifesto” tenuto da Carlo Trentin, sono stati invitati a realizzare dei manifesti che, nati come strumento di comunicazione della mostra, diventano a loro volta opere d’arte esposte presso la galleria e pubblicate nel catalogo relativo ( Edizioni San Nicolao, fotografie di Luca Carrà).
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