Categorie: Speednews

Un Flash con noi stessi. Fabio Giorgi Alberti e Dario Agati da AlbumArte

di - 19 Febbraio 2018
Lo spazio espositivo di AlbumArte, per FLASH!, un ciclo di mostre brevi che vengono ospitate da AlbumArte per un periodo di massimo 15 giorni, si anima con i molteplici linguaggi di Fabio Giorgi Alberti e con le pitture esplosive di Dario Agati. Una mostra basata sulla riflessione personale e sull’indagine di sé stessi nel e con il mondo, a cura delle due storiche dell’arte e curatrici Carla Capodimonti e Marta Silvi.
Fabio Giorgi Alberti attraverso differenti linguaggi, scultura, pittura e poesia, indaga sé stesso e l’individuo all’interno dello spazio circostante, istaurando un legame empatico tra l’io autoriale e il noi spettatoriale. La realtà, per lui, non è altro che un insieme di eventi che ognuno ricollega facendosi guidare solo dalla propria esperienza vissuta, in questo modo crea una valida visione della propria storia. Il suo lavoro si compone attraverso una moltitudine di singolarità che si incontrano e si scontrano in una circolarità temporale ed esperienziale. All’interno della mostra, due delle sue opere comunicano “parlando la stessa lingua”, quella degli specchi, materiale significativo in una società liquida come questa in cui ognuno di noi, riflettendocisi, annette sé stesso sia come forma unica, sia come forma dinamica, tendente al cambiamento nella sua continua relazione con il prossimo, con lo spazio e con il tempo.
Dario Agati e le sue pitture, tutte intitolate Senza titolo (non capiresti), meravigliano e lasciano a bocca aperta, proprio come i fuochi d’artificio che squarciano i cieli notturni. Un senso di sbigottimento e di stupore che ha vita breve, cedendo il posto, subito dopo, al triste e buio periodo storico in cui viviamo. La riflessione che sviluppa l’artista con le sue pitture ha come fondamento la fragile precarietà che siamo costretti ad affrontare, una realtà dura che non collima con quella che ci avevano pronosticato. I sogni e le speranze maturate nella fine degli anni Ottanta, avrebbero dovuto dare i loro frutti nel nuovo millennio ma, a quanto pare, sembra che i tempi non siano ancora quelli giusti, perciò tutta quella meravigliosa e illusoria speranza che nutriva le nostre più alte aspettative è destinata a spegnersi, lasciando il posto all’oscurità del presente. (Valentina Muzi)

Articoli recenti

  • Fotografia

Yorgos Lanthimos cerca la libertà nelle fotografie: la mostra ad Atene

L’acclamato regista greco Yorgos Lanthimos presenterà, negli spazi di Onassis Stegi, ad Atene, una mostra dedicata alla sua ricerca fotografica,…

21 Gennaio 2026 13:56
  • Arte contemporanea

Padiglione Sudafrica: il ritiro dalla Biennale di Venezia finisce sotto indagine

Dopo il ritiro del Padiglione sudafricano, è stata aperta un’indagine interna ufficiale sull'operato del ministro della cultura, che mette in…

21 Gennaio 2026 12:38
  • Archeologia

A Fano riemerge la Basilica di Vitruvio: una scoperta storica per l’archeologia

Durante gli scavi in piazza Andrea Costa, a Fano, è stata identificata la Basilica descritta da Vitruvio nel trattato De…

21 Gennaio 2026 11:18
  • Progetti e iniziative

Capitale italiana della Cultura 2028: annunciate le dieci città finaliste

Il Ministero della Cultura ha reso note le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028:…

21 Gennaio 2026 10:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Alessandro Pavone

Il mio mestiere è un incessante sbagliare e ricominciare, un disorientamento nutrito dal coraggio, dalla responsabilità e dall'autodisciplina di avventurarsi…

21 Gennaio 2026 9:12
  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02