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Un nuovo paradigma museale. Presentato il cda di Palaexpo, con Cesare Pietroiusti Presidente

di - 26 Luglio 2018
Ieri pomeriggio, presso lo spazio polivalente Antonello Colonna Open, in via Milano, a Roma, Luca Bergamo, vicesindaco e Assessore alla Crescita Culturale, ha presentato il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale Palaexpo, nominato con ordinanza sindacale n.123 del 17 luglio 2018. Cesare Pietroiusti vestirà i panni di Presidente e i Consiglieri che lo accompagneranno in questa nuova avventura sono Maria Francesca Guida (sociologa esperta di politiche culturali urbane e di management culturale; vicepresidente dell’ECCOM), Fernando Ferroni (Presidente dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Clara Tosi (architetto, curatrice, critica e docente; ex consigliera di amministrazione per AltaRoma (2010/2015) e Direttrice dell’Accademia di costume e moda), Duilio Giammaria (giornalista, scrittore, documentarista; capo redattore e autore del programma “Petrolio”), profili caratterizzati da competenze eterogenee e rappresentanti di professioni differenti.
«Un paradigma, secondo me, sperimentale e una proposta radicalmente nuova di “museo”, da un certo punto di vista, inteso non come un luogo di contemplazione ma di riflessione critica e di produzione. Una novità ma anche un ritorno all’antico, riprendendo le origini di Alessandria e della grande Biblioteca, il primo museo di cui si parla, “del luogo delle muse”. Qui venivano riuniti tutti gli intellettuali dell’epoca: geometri, astronomi, poeti, tragediografi, ecc. Non per ammirare qualcosa ma per lavorare e studiare insieme. La biblioteca era proprio uno strumento di lavoro, come dovrebbe tornare ad essere il museo; un luogo di incontro di intellettuali, artisti, scienziati, ricercatori, che superano le barriere disciplinari e che superino il concetto di fruizione passiva della cultura e lavorare insieme, anche facendo partecipare più gente possibile», così ha parlato il nuovo Presidente, Cesare Pietroiusti.
Quindi, un’idea di museo aperto, dinamico, itinerante (Mattatoio, Palazzo dell’Esposizioni, Macro), partecipativo ed esperienziale, «C’è una proiezione verso il futuro molto forte. Vorrei soffermarmi sul concetto di “museo scientifico”, a cui Luca Bergamo ha fatto riferimento, un modello che mi ha portato a pensare al Victorian Albert Museum di Londra. Luoghi che non sono presenti nello scenario museale italiano, dove dappertutto si legge “Please Touch” a differenza di “Dont Touch”. Quindi il pubblico entra in relazione con le cose, con le opere, interiorizzandole. Si vuole tirar fuori tutto un patrimonio che, come dicevamo, ognuno di noi possiede in vari ambiti; trovare i punti di incrocio (perché ci sono) ma con basi solide nonostante ci sia questa grande apertura. Non parliamo di un’apertura che possa rischiare di abbassare il livello qualitativo dei contenuti bensì una voglia (“Please Enter”) di partecipazione e di condivisione più ampia», ha aggiunto Clara Tosi. (Valentina Muzi)

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