È partito il conto alla rovescia per l’inaugurazione della nuova sede della Civica Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Si attende con ansia, il prossimo 1 ottobre, il taglio del nastro di questa nuova importante realtà museale che a molti, ormai, sembrava solo un’altra eccellente incompiuta della città. La Galleria, istituita nel lontano 1906, fu inaugurata infatti nel ridotto del Teatro Politeama quattro anni dopo, nel 1910, in un allestimento allora definito “provvisorio”, ma fino ad oggi rimasto anche l’unico.
Soltanto pochi anni fa, dopo vari tentativi andati a vuoto, la nuova sede della Galleria è stata finalmente individuata nel quattrocentesco complesso monumentale della chiesa di sant’Anna la Misericordia e dell’attiguo Palazzo Bonet. Ad aprire trionfalmente i battenti sarà l’esposizione Francesco Lojacono 1838-1915, presentata dall’amministrazione comunale e dai curatori lo scorso 17 gennaio, in anticipo di dieci mesi su un evento che nelle premesse si intende di grande importanza e richiamo.
È di fatto questa la prima rassegna monografica dedicata al maestro indiscusso della pittura di paesaggio in Sicilia, con opere in prestito da importanti collezioni pubbliche e private, come quelle del Museo di Capodimonte (Il duello), del Quirinale (l’Arrivo inatteso, acquistato dalla regina Margherita nel 1883), del principe di Trabia, della Fondazione Banco di Sicilia, della Fondazione Whitaker e della stessa Galleria d’Arte Moderna di Palermo.
Il progetto scientifico della mostra, illustrato da Carlo Sisi, punta alla definizione di alcuni nodi cruciali dell’iter di Lojacono, soprattutto con riferimento ai viaggi in Italia e all’estero, alla partecipazione alle Esposizioni Nazionali e Internazionali e al confronto con la produzione e le ricerche a lui contemporanee.
(davide lacagnina)
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