Lo spunto? I festeggiamenti per i venticinque anni del
Blangè, uno dei vini più famosi dell’azienda. Del resto siamo ad Alba, e da queste parti capita che l’esistenza sia ritmata dai tempi del vino, o anche del tartufo.
Se poi l’azienda in questione si chiama Ceretto, allora è inevitabile che in qualche modo c’entrino anche le arti visive. Sì, perché fra una vendemmia e l’altra l’illuminata famiglia ha commissionato a
David Tremlett e
Sol LeWitt la famosa Cappella del Barolo, e ad un gruppo di noti artisti i piatti per il ristorante La Piola, che gestisce assieme al Ristorante Piazza Duomo, che a sua volta vanta pareti affrescate da
Francesco Clemente.
Inevitabile dunque che una festa del vino diventi anche una festa dell’arte: con una mostra dedicata al giovane architetto americano
Steven Shailer, recentemente scomparso, che insieme a
Bill Katz ha firmato la ristrutturazione dei due ristoranti di proprietà dei Ceretto. Una quindicina di opere, donate da artisti come
Anselm Kiefer, Donald Baechler, Kiki Smith, Robert Indiana, Francesco Clemente. Un primo nucleo di opere per la creazione di un museo d’arte contemporanea, tratteggiato ma per ora non delineato nelle caratteristiche e nella tempistica.
È invece una realtà operativa la residenza d’artista promossa dai Ceretto in una cascina trasformata in atelier e studio, dove anzi è già al lavoro l’americano
James Brown, per creare le opere che verranno esposte nei prossimi mesi in una mostra alla Gam di Torino…
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lodabile iniziativa,prima o poi spero di passare-
Complimenti.