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Una recita-happening di Natale al MAMbo e una moquette per sfidare la street art. Il nuovo progetto di Cuoghi Corsello per Bologna parte dal solstizio d’inverno

di - 21 Dicembre 2015
A chi sarà al MAMbo oggi pomeriggio, dalle 17, sarà chiesto di spegnere il cellulare, di non fotografare né filmare la recita. Cuoghi Corsello tornano in scena, con l’aiuto di una moquette ovale (supporto su cui il duo di artisti spesso ha lavorato) nel museo bolognese, con la prima di una serie di “recite”. E stavolta, ovviamente, non poteva che essere quella di Natale, un Rito “per risvegliare la sopita femminilità, vera entità di questa città, così che essa torni ad esercitare i suoi grandi poteri e ricondurre gli uomini lontani dalla loro schiavitù offrendogli il mondo dei piaceri che “perfettamente” il loro corpo e la loro anima sono sperimentatori”, scrivono gli artisti.
Quasi un momento pagano, e per questo denso di sacralità, dove una fila di persone vestite da “Madonne” cammineranno scalze, “vestite nel modo più consono che abbiamo insieme trovato” e tenendo in braccio delle bambole bambine: energia della città, per far rinascere la forza femminile propria di Bologna.
Alle 18, invece, la musica cambia e l’appuntamento è alla velostazione Dynamo ad inaugurare una moquette verticale vecchia di 16 anni, e rimasta in un baule, sulla quale Cuoghi Corsello stavano lavorando nel 2004 nei locali della ex Fiat, prima di essere “sfrattati” per il recupero. Collocata sulla parete laterale all’entrata di Dynamo, dove si svolgeranno attività del festival Frontier, il dipinto fungerà da tenda che pende e protegge dal freddo e cade sgangherata a terra: “un monito al troppo sempre finito e troppo dichiarato della pittura di strada di oggi”. Perché, come ci ricorda il duo, “Stiamo annegando di denunce, paura e ritorno all’ordine, perdendo l’aria e il respiro per lo spazio vuoto della possibilità della mente, del cuore, dell’anima delle persone per nuove soluzioni e non c’è uno stile, un segno, che dica qualcosa di diverso se non nelle lettere”. E in questa prospettiva, invece, qualcosa cambierà?

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