Letizia Battaglia è da oggi, finalmente, il direttore del Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, presso il Padiglione diciotto dei Cantieri Culturali alla Zisa, nuovo tassello di un percorso che, passo dopo passo, porta la città verso orizzonti lontani e lungimiranti. Lei, Letizia Battaglia, ha fortemente voluto questo Centro, ci sono voluti anni di resistenza, sempre con la stessa tenacia, grazie alla quale questo risultato ha il sapore di una vittoria della cultura e del coraggio sull’immobilismo.
Il Centro Internazionale della Fotografia, sostenuto da Comune di Palermo, mette a disposizione della collettività spazi espositivi e laboratoriali e, soprattutto, un archivio, un patrimonio d’immagini in itinere, grazie alle donazioni di artisti fotografi che hanno condiviso i loro sguardi. Il Centro, come la stessa Battaglia ha affermato, sarà anche uno spazio aperto a collaborazioni e incursioni con linguaggi complementari. Notevole il recupero dello spazio architettonico ai Cantieri, su cui insistono i luoghi del Centro Internazionale di Fotografia, firmato dell’architetto Iolanda Lima, che ha realizzato e donato il progetto, mettendo a disposizione la sua professionalità e la sua esperienza al servizio dell’arte.
Tre i progetti espositivi inaugurali: il primo è “Fotografi per Palermo”, nucleo centrale dell’archivio con opere di autori internazionali tra cui Gabriele Basilico e Ferdinando Scianna; il secondo, curato da Giovanna Calvenzi con Kitti Bolognesi e Marta Posani, è “Io sono Persona. Storia di immigrazioni raccontate da fotografi italiani”, ed è la narrazione di un fenomeno sociale e umano raccontato dal secondo dopoguerra a oggi, un viaggio attraverso confini che sono fisici e culturali, attraverso il vissuto di uomini e donne in cerca del loro traguardo di vita; a chiudere il palinsesto è la personale di Isaac Julien, “The Leopard”, a cura di Paolo Falcone, dialogo con uno degli autori più rappresentativi della contemporaneità che rilegge un territorio complesso compreso tra le coste di Agrigento e Palermo, scenario di transiti dall’esito spesso travagliato. (Agata Polizzi)