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Venezia/3 Giorgio Orsoni, sindaco della città, arrestato nell’inchiesta per corruzione sul Mose. La peggio pubblicità nei giorni dell’opening della Biennale

di - 4 Giugno 2014
Sono finite in manette qualcosa come 35 persone, e la Procura ha chiesto l’arresto anche per il Governatore della Regione Veneto e Ministro Giancarlo Galan. Stiamo parlando della vicenda legata al Mose, l’imponente opera idrica (e architettonica) costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa che si trovano in quello spazio che divide il mare aperto dalla laguna, nelle zone di Lido, di Malamocco e di Chioggia, che dovrebbero isolare temporaneamente la città di Venezia dal mare Adriatico durante gli eventi di alta marea. E preservare così la città dal fenomeno dell’acqua alta. Attualmente costruita per l’80 per cento, oggi arriva la doccia fredda: tutti dentro con l’accusa di corruzione, concussione e riciclaggio, a partire dall’ex AD della ditta Mantovani, Giorgio Baita e anche l’Assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, per finire con il sindaco Giorgio Orsoni, ai domiciliari. Per la Procura «sono stati utilizzati fondi neri per campagne elettorali e, in parte, anche per uso personale da parte di alcuni esponenti politici. Hanno ricevuto elargizioni illegali persone di entrambi gli schieramenti. Il sistema era quello delle triangolazioni di denaro attraverso false fatture maggiorate per un totale accertato di 25 milioni di euro. Una vicenda simile alla Tangentopoli negli anni ’90, dove in alcuni casi sono presenti gli stessi protagonisti». Un bel pasticcio che stamattina a Venezia ha fatto “esultare” non pochi cittadini, consapevoli di quello che stava accadendo in città dal 2003, anno di inizio delle costruzioni del grande “bacino”.  Certo, forse ai “biennalisti” e ai non veneziani non importerà particolarmente della cronaca giudiziaria della laguna, ma quel che è certo è che non si tratta affatto di una bella pubblicità. Che cade “casualmente” proprio nei giorni dell’opening della più mondiale delle kermesse. E i panni sporchi, stavolta, sembra che in famiglia non si possano di certo lavare. Indicativo anche il mancato commento alla notizia del Governatore Galan. Se chi tace acconsente…aggiornamenti in corso.

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