Downsizing, per la regia di Alexander Payne, apre la 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un Matt Damon sfiorito è un po’ “bolso” in un film lungo, noioso, banalotto e piuttosto inconcludente che non si capisce come sia potuto finire qui, anche se, come sempre, il film d’apertura non è mai in concorso.
Un film interessante e ben costruito Nico, 1988, della regista Susanna Nicchiarelli, apre invece la sezione “Orizzonti”. Un road-movie che racconta gli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico, (Colonia 1938 – Ibiza 1988), che fu modella bellissima, musa di Andy Warhol, amica di Bob Dylan, che scrisse anche una canzone per lei e che diventò famosa negli anni Sessanta, come cantante dei Velvet Underground. Era soprannominata “Sacerdotessa delle Tenebre” e in seguito riconosciuta come anticipatrice del gothic rock. Il film parte da quando Nico inizia la carriera di solista, con la sua grande potenza interpretativa e sempre perseguitata dai suoi tormenti e dal suo angosciante passato che comprende un’infanzia nella Germania in disfatta post bellica e un figlio, che le viene tolto per problemi di droga e che finalmente ritrova, forse tormentato quanto lei. Ottima l’attrice protagonista, la danese Trine Dyrholm, già Orso d’argento a Berlino nel 2016, che interpreta il personaggio complesso e faticoso con intensità ma senza sbavature e canta personalmente (e bene) tutti i brani.
A seguire cena elegante sulla spiaggia offerta da Baratta, Barbera e la Biennale, signore in lungo con cavalieri in smoking sopportano una serata afosa in un Lido sorvolato perennemente da elicotteri e sorvegliato anche dal mare, nei canali e sopra e sotto i ponti. (Cristina Cobianchi)
Photo credit: Antonella Cazzador