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Venezia contro il colore ai piccioni. Un esposto alla polizia, mentre insorgono le associazioni contro il duo di artisti svizzeri autori della “performance”

di - 1 Settembre 2012
Basta grigio, mettiamo al centro l’individualità del piccione. Questo il messaggio che ha voluto lanciare, nei giorni dell’inaugurazione della Biennale veneziana, il duo di artisti Berlin-based Julian Charriere e Julius von Bismarck, che hanno tinto di tre colorazioni diverse un nutrito gruppo di volatili liberati in piazza San Marco. “Some pigeons are more equal than others” -Alcuni piccioni sono più uguali degli altri”, citando la chiusura de “La fattoria degli animali” di Orwell, è il nome del progetto cha ha però suscitato un vespaio di polemiche in difesa dei “topi del cielo”. Nessun pericolo per la vita dei pennuti: la tintura a base d’acqua scomparirà nei prossimi 2 mesi, ma a Venezia non tanto nel mondo dell’arte quanto della politica, l’opera ha scaldato gli animi di due esponeneti dell’Udc in Comune e provocato un esposto da parte della LAV presentato alla polizia della città della laguna, in cui si accusano i due artisti di maltrattamento agli animali. Ma non è finita: davanti all’ingresso dei giardini ieri l’associazione Centopercento Animalisti ha affisso un cartello in cui affonda senza mezzi termini l’idea del contemporaneo che passa tra i non addetti ai lavori: “Ieri Cattelan el “mona” dea Biennal… Oggi Julian Charriere el cojon del Canton… Biennale sei presa male! Vergogna!” il messaggio. Il riferimento a Cattelan era ai piccioni imbalsamati che capeggiavano lo scorso anno sulle tele del Tintoretto, mentre il “Canton” è la Svizzera da cui proviene il giovanissimo Charriere, classe 1987. Che dal canto suo ha voluto trovare una modalità per creare un “safari fotografico” al piccione colorato veneziano, ma che per ora ha raccolto solo critiche: “Con la sua performance a base di piccioni colorati artificialmente, l’artista svizzero si inserisce nella lista dei sedicenti artisti che non trovano di meglio che usare pesci, gatti, cani, uccelli o altri animali per dar vita alle loro creazioni” ha scritto l’associazione degli animalisti in una nota. Resta il fatto che, colorati o meno, i topi volanti sempre topi restano, croce dei restauratori e delle città di mezzo mondo.

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