L’intervento di Mario Botta, in particolare, definisce un rinnovamento profondo della sede della Fondazione Querini Stampalia. L’architetto ticinese, con rigore filologico, ha ricomposto frammenti tra loro disomogenei creando continuità spaziale. Il nuovo progetto, è segnato, dunque, da efficaci caratteristiche di funzionalità e riconoscibilità.
Botta ha operato nella nuova ala nel rispetto e in continuità con il restauro di Carlo Scarpa, il cui incantevole hortus conclusus crea un angolo incantato nel cuore di Venezia. Voluti ed espliciti sono i richiami all’illustre architetto veneziano, nell’essenzialità delle linee, nell’accostamento o nella contrapposizione di materiali e di colori: pietra e metallo, bianco e nero, grigio e rosso.
Inaugurato in occasione della Biennale Arte 2026, il progetto di Berggruen Arts & Culture mette in scena il lato invisibile…
Fino al 4 ottobre, l’Espace Louis Vuitton Venezia ospita la mostra "DOKU The Illusion" dell'artista cinese Lu Yang: un progetto…
Il maestro dell'Arte Cinetica recentemente scomparso ha lavorato fino ai suoi ultimi giorni alla grande retrospettiva che ripercorre la sua…
A Siena una mostra ripercorre la trasformazione dell’antico ospedale in museo e presenta il Masterplan coordinato da Luca Molinari Studio.…
Un fitto intreccio di documenti, diari e progetti racchiude l'universo intimo dei più grandi autori del Novecento, connettendo la memoria…
I Mondiali 2026 celebrano il loro impatto culturale attraverso le foto di Annie Leibovitz: la sua nuova mostra itinerante, FÚTBOL…