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Verona, vento di primavera. La Galleria d’Arte Moderna riapre a Palazzo della Ragione, con le collezioni di Cariverona e Domus

di - 12 Dicembre 2013
Era nell’aria ma finalmente ora c’è un periodo su cui fare affidamento, e da segnare sul calendario. Ancora non c’è una data precisa, ma nel giro dei prossimi 3-4 mesi (a primavera 2014) la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona riaprirà la sua sede, diretta da Luca Massimo Barbero, a Palazzo della Ragione (Palazzo Forti è stato espugnato dal nuovo museo della Lirica) e conterrà non solo le raccolte di Achille Forti, comprendente opere di Francesco Hayez, Giovanni Fattori, Felice Casorati, ma anche quelle delle Fondazioni cittadine, Cariverona e Domus.
Una nuova dimensione dell’arte non solo tra le sale, dove Barbero ha unito i Mastri del 900 (Gino Rossi, Arturo Martini, Umberto Boccioni e Giorgio Morandi)  insieme ai pittori veronesi delle secessioni di inizio secolo e al folto gruppo di realismo magico, per restituire un percorso espositivo, anche inedito, che grazie ai pezzi delle collezioni arriverà fino al 1940, coprendo un secolo di storia precedente. Il museo sarà visitabile, con un unico biglietto insieme alla Torre dei Lamberti, anch’essa parte del restauro operato dal Comune della città scaligera, dalla Fondazione Cariverona e Fondazione Domus.
«Sarà interessante scoprire il grande ed enigmatico Risorgimento veronese attraverso la Meditazione di Francesco Hayez o ritrovare emblemi della città come il bronzo del Dante di Ugo Zannoni che rimanda direttamente alla storia di Verona. Altrettanto straordinario sarà quindi salutare la nascita del Ventesimo secolo attraverso Le Bagnanti di Giorgio Morandi o l’arrivo di Felice Casorati a Verona con l’entusiasmo della città per le secessioni veneziane. Stupirà il grande pubblico la sorprendente qualità degli autori cittadini degli anni venti e trenta del Novecento che dialogano con le esperienze d’avanguardia o, in chiusura di questo percorso, uno dei capolavori di Arturo Martini come la Donna che nuota sott’acqua, e lo straordinario Cavaliere di Marino Marini che rimanda idealmente alla seconda parte del Ventesimo secolo» spiega Barbero.
Anche se per ora siamo ben lontani dal contemporaneo una prima tranche di avvicinamento almeno è messa nero su bianco, e Verona potrà tornare anche un po’ città d’arte (visiva) dopo la sua promozione generale come capitale della lirica. Attendiamo le date, aggiornamenti in corso.

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