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Via libera al federalismo demaniale. Giungla per speculatori, o occasione di valorizzazione?

di - 10 Gennaio 2010

Un provvedimento che – come spesso succede in questi casi – è scivolato via nella distrazione generale del periodo festivo. Ma che potrebbe avere un forte impatto sul patrimonio monumentale e paesaggistico italiano.
Parliamo del cosiddetto “federalismo demaniale”, approvato dal Consiglio dei ministri subito prima di Natale e ora all’esame delle relative Commissioni parlamentari. Misure che prevedono il trasferimento di beni statali a Comuni, Province e Regioni, edifici pubblici come caserme e altre installazioni militari, terreni, spiagge, fiumi, laghi, torrenti, sorgenti, ghiacciai, acquedotti, porti e aeroporti.
Misure che potrebbero innescare anche la corsa alla speculazione privata. Questo almeno il vessillo sotto il quale si sono scatenate le critiche, che hanno denunciato “la più colossale svendita di Stato che sia stata mai concepita”, o altre ipotesi di questo tono.
Per quanto ci riguarda, crediamo sbagliato fare il processo alle intenzioni, occorre vedere caso per caso. Quello che occorre all’Italia è togliere spazio al territorio in abbandono, territorio nel quale sono compresi moltissimi beni culturali, sovente al centro delle città. E allora invece di gridare al lupo al lupo, auguriamoci che gli amministratori locali siano in grado di valorizzare il loro territorio, che sappiano sfruttare l’occasione, che è una grossissima occasione.
Il patrimonio finirà in mano agli immobiliaristi? Alcuni sono più criminali che imprenditori, è vero, ma quanti politici e pubblici amministratori sono assai più criminali che civil servant? La realtà è che molto patrimonio, tenuto dallo Stato nel più totale degrado, non potrà che migliorare nelle mani dei privati. Magari in un’ottica che faccia invertire la rotta dei nostri flussi turistici, una volta primissimi al mondo e oggi surclassati da Spagna, Francia, Stati Uniti e Cina…

[exibart]

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  • Chissà perchè, il privato è migliore del pubblico. Pare sia l'amministrazione in generale dello Stato, un insieme di persone varie: fannulloni, incapaci, impertinenti, ignoranti, pedissequi. Eppure, lo Stato, cioè i cittadini attraverso gli eletti al Parlamento, s'è dato la regola delle assunzioni negli apparati pubblici, con fior fiore di leggi, norme, discipline molto selettive e precise. Cosa non va allora? Sì, perché se tutti gli imbecilli d'Italia sono ben raggruppati tramite una selezione di concorspo pubblico e poi impegnati nell'attività degli enti in generale, com'è che i privati - queste teste geniali e lungimiranti - non apparecchiano fondazioni? istituzioni private? organizzazioni mirate? enti preposti all'ottenere obiettivi di rilevante utilità pubblica? invece di assaltare la diligenza pubblica per una poltrona da dirigenza ? Ora perchè i cittadini dovrebbero privarsi di un porto? una caserma? un edificio di tutti e non di chi li gestisce, semplicemente perchè come dice l'articolo, l'Italia così è salva? Ma mi faccia il piacere! sentenziava il comico partenopeo.
    (Angelo Errico)

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