La XIII edizione del festival internazionale VideominutoPOPTV moltiplica i suoi schermi: oltre alla tradizionale location presso il Pecci di Prato, la diretta della serata conclusiva si svolge al PAN di Napoli e sulla spiaggia di Castel Porziano, a Ostia, nell’ambito del festival di creatività Enzimi.
Videominuto è un format per una pop-tv, un concorso di video della durata di 1 minuto, un archivio della creatività contemporanea fatto di workshop, sezioni di vj-ing, collezioni dvd, installazioni e performance audio-visive, video lounge-area, una tavola rotonda, una mostra fotografica.
Ciascuno dei tre giorni è concepito come un ideale palinsesto televisivo: le sigle, i bumper e la video-grafica sono curati dalla società napoletana Hub Integrated Communication, che coproduce, insieme a Controradio, anche il progetto speciale One Minute Suite, raccolta dedicata a one minute-videoclip di artisti internazionali (Dj Spooky, Semiconductor, Jason Forrest, Tim Hecker, Populous…). E come in un vero palinsesto, non mancano le “pubblicità”, affidate ai canadesi Adbuster, collettivo di “cultural jammers” e noti mediattivisti, e a una serie di registi impegnati in un progetto di comunicazione sull’AIDS; strategici anche i telegiornali, breaking news animate da “mezzibusti” sui generis, come Alessandro Bergonzoni, o misteriose inchieste con ospiti d’eccezione (Moni Ovadia, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Vittorio Giacci). Tutto, rigorosamente, in soli 60 secondi. Eccezionali anche i presentatori: tra questi Enrico Ghezzi che introduce con i suoi fuori-sincrono il programma Minute Stanze. Per la triplice serata conclusiva, oltre allo screening e alle votazioni dei finalisti, altri progetti speciali: comune denominatore il rapporto tra musica e immagini in movimento.
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Far passare Andrea Bruciati per un esperto di videoarte solo perchè è riuscito a raccogliere tutto quello che si poteva raccogliere in OnAir è una bestemmia.
Andrea Bruciati è un burocrate dalla faccia triste. Un politico alla Mastella (con tutto il rispetto per Mastella).
Non riusciresti mai ad immaginare quanto può gonfiarti le palle un video di un minuto prima di vedere questo genere di rassegne.
Rendere comuni i nostri saperi sistemici ed artistici è il presupposto per una crescita esponenziale di rete e per RINNOVARE il potenziale ARTISTICO PRODUTTIVO si questo sistema.
Ci muoviamo in un sistema di governance imperiale artistica dove l'artista Divino è completamente separato dalla moltitudine, la testimonianza è ad esempio che Piero Golia non mi legge direttamente dalla lista e che Cattellan (quello vero e non il suo fan club) è assente.
IL TRENTA DICEMBRE io pensavo a sacche di resistenza artistica sparsi tra la moltitudine, ragion per cui il P.A.AFF. raccoglierà e coordinerà gli artisti napoletani che stanno aderendo ed opereranno nella metrò Benito Uliviana e Loredana Morandi con la sua rete artisti per la pace potrebbe coordinare i romani e scegliere il luogo dove intervenire e via così a catena, sempre che si senta l'esigenza di un coordinamento e di farsi coordinare, non sono per il raggruppamento in un unico luogo, mi sembra limitante, riduttivo e troppo facilmente localizzabile, fondamentale è a mio avviso l'effetto sorpresa.
Perché?
Perché aderire e lavorare tutti insieme a questa follia collettiva ed umanitaria? Perché dal nostro punto di vista non sono molte le relazioni vere che intercorrono tra i governanti ed i governati di questo sistema dell'arte, i media specialistici (e mi riferisco a quelli dall'alto valore simbolico e di mercato quali Trash Art, Tomo Celeste o Ex Art e non su quelli dove lavora Loredana Morando o Cyberzone), c'è una accezione assoluta ed autonoma del potere sistemico.
Paradossale visto che i governanti dei nodi di rete hanno una accezione assoluta ed autonoma del potere sistemico, paradossale visto che i governanti dei nodi di rete sistemici generano ed allevano i loro consumatori utenti governati.
IN REALTà TUTTA L'ARTE SISTEMICA IMPOSTA DALL'ALTO DEI NODI DI RETE SISTEMICI è ICONOCLASTA, NEL SENSO CHE IMPEDISCE LA RICERCA DEL DIVINO.
GLI ICONOCLASTI AL VERTICE DEI NODI DI RETE SISTEMICI E COOPERATIVI STANNO SCARTANDO ANCHE LA PRODUZIONE DEGLI ICONOFILI.
Dobbiamo lavorare tenendo presente che il nuovo potere sistemico imperiale privatizzato, transnazionale ed anarco liberista lavora proprio per RECIDERE la RELAZIONE tra i GOVERNANTI dei nodi di rete sistemici ed i GOVERNATI, come? Attraverso lo spettacolo mediatico ed il controllo dell'informazione specialistica (quella che fa il mercato sistemico dell'arte).
BISOGNA PORRE QUESTIONI CRITICHE AI SOVRANI DEI NODI DI RETE, badate NESSUN SOVRANO può fare a pezzi la SPERANZA DELLA MOLTITUDINE; se il sovrano è un tiranno il suo potere è indiscutibile (Benito Ulivo), MA IN TAL CASO la SUA SOVRANITà dovrà essere ATTACCATA e DISTRUTTA.
IL LAVORO ARTISTICO
Il lavoro artistico è la nostra ultima speranza, il lavoro è la fonte primaria della ricchezza e noi lavoratori in nero sistemici siamo la fonte primaria della ricchezza sistemica con i nostri desideri ed i nostri sogni.
Il CAPITALE GLOBALE ha BISOGNO di noi lavoratori artistici sommersi così come noi abbiamo bisogno del capitale artistico globale.
Il capitale artistico sistemico è costretto a coesistere intimamente con noi e non può permettersi d'opprimerci, reprimerci o escluderci completamente, altrimenti sarebbe frenato.
Noi siamo la linfa vitale dell'Impero, necessari in tutti i sensi al potere sovrano sistemico, come produttori ma anche come consumatori di circuito, come utenti ma anche come partecipanti ai circuiti interattivi della rete che passano anche per questa lista.
L'INNOVAZIONE ARTISTICA può SOLO SVILUPPARSI IN COMUNE, NON ESISTE IL GENIO INDIVIDUALE ED ARTISTICO, questo è il motivo per cui io vorrei un trenta dicembre senza direttori.
SOLO TUTTI INSIEME POSSIAMO INNOVARE, fino a QUARANT'ANNI fa LA STORIA DEL MERCATO DELL'ARTE INSEGNAVA PROPRIO QUESTO.
IL GENIO ARTISTICO SE ESISTE è IN QUESTA MOLTITUDINE.
P.A.AFF.
Posse
Artisti
AFFammati.
averne di Bruciati che riescono ad organizzare robe come una rassegna di videoarte annuale in un bucodiculo come Monfalcone. Con 2 lire e senza personale.