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Vietato vivere dentro la mostra. E i carabinieri “arrestano” l’artista…

di - 27 Novembre 2009

I regolamenti e le norme di sicurezza non consentono che qualcuno viva qui dentro, né tantomeno che dipinga sui muri, senza peraltro di questo avvisare nessuno. Queste, in sostanza, le spiegazioni date dalla soprintendente per i beni architettonici Federica Galloni all’”arresto” dell’artista da parte dei Carabinieri ed alla chiusura anticipata della mostra, una vicenda che assume tratti comici, con venature quasi grottesche.
La mostra in questione è Cella – Strutture di emarginazione e disciplinamento, promossa dal Forum Austriaco di Cultura negli spazi del Complesso Monumentale di San Michele a Trastevere, complesso che oggi ospita anche il Ministero per i Beni Culturali. L’artista è l’austriaco Wolfgang Flatz, che aveva deciso di interpretare il tema vivendo 24 ore su 24 in cella, per provare direttamente la vita da “prigioniero”. E nel frattempo dipingendo sui muri.
Segnalazione alle autorità – tardiva, per la verità, dopo 20 giorni dall’inizio della mostra – e arrivo dei Carabinieri, che accompagnano l’artista in un albergo e chiudono la mostra.
Organizzatori austriaci imbufaliti, soprintendente pronta a chiedere i danni. E magari il conto per l’inopinata ospitalità…

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[exibart]

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  • Non tutti sono a conoscenza che Flatz e il Curatore di "Cella" sin dall'inizio erano stati informati e invitati a sottoscrivere alle regole che la Soprintendenza prevede per le esposizioni all'interno dell'ex casa di correzione di Carlo Fontana. Accettando tali regole, si è dato per certo che una persona quantomeno di parola e con un minimo di rispetto per il luogo (un palazzo di notevole importanza storico-artistica), mantenga un comportamento di riguardo e coerente. Così non è accaduto per Flatz e di chi per lui ne è stato il garante e sostenitore.
    Tutto ciò fa pensare alla possibilità che "Cella" sia stata chiusa in anticipo proprio per volontà di chi l'ha voluta..resta una bella mostra che a mio parere non è stata sin dall'inizio adeguatamente sostenuta.

  • bisogna riaprire i manicomi e dare cosi ospitalità a questi creativi che non fanno altro che creare confusione con chi l'arte la fa per davvero.

  • Queste espressioni "artistiche" (?) ci sono già da secoli, non occorre far finta di essere prigioniero, basta diventarlo davvero e così si può passare anni a esprimersi al meglio. Concordo per un ricovero immediato in una vetusta e fatiscente struttura psichiatrica.

  • un vero artista contemporaneo, che grida l orrore che siamo diventati . il sangue , il dolore , lo skifo insopportabile che si cela dietro la facciata di civilta'. un mondo di carne al macello. vergona e paura profonda sento per chi, anestetizzato nella facolta del sentire osa pronunciare parole oscene come "manicomio"."la chiusura dei manicomi ,configura il mondo come un immenso manicomio" che siamo noi , non flatz ;

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