Cosa chiedere di più, ad un centro d’arte, che regalare ai visitatori opere d’arte? O quantomeno parti di un’opera, importante come l’installazione
Persone di
Christian Boltanski? Battute a parte, l‘Hangar Bicocca non perde occasioni per confermarsi il centro forse più dinamico della contemporaneità milanese, mettendo in fila una serie di eventi che è faticoso pure tenere a memoria.
Si parte dal 16 settembre – ore 22.00 – con
The Movement of People Working di
Phill Niblock, film girati fra il 1973 e il 1985 in ambienti rurali in vari paesi del mondo presentati in anteprima in nazionale sotto forma di installazione e suonati dal vivo per un concerto in collaborazione con il festival
MiTo.
Si passa a giovedì 23 settembre – ore 21.00 -, con il concerto
Polvere (b) di
Franck Krawczyk, in occasione della conclusione della mostra di Boltanski, un lavoro italiano e francese già presentato in altri allestimenti a Parigi (Monumenta/Grand Palais) e Alba a New York (Park Avenue Armory).
Fra il 24 e il 26 settembre l’evento più atteso e curioso: la dispersione dell’opera di Boltanski, ovvero dei vestiti che compongono la grande montagna, che “
alludono alla morte, alle spoglie mortali, fanno riflettere sulla fragilità umana e sullo scorrere implacabile del tempo”. L’artista intende coinvolgere i visitatori in tale progetto di conservazione della memoria e, per questo, ha stabilito che il week end prima della chiusura della mostra, ciascuno potrà portarsi via qualche indumento, facendolo ri-vivere ancora. “
La montagna di abiti, intanto, diminuirà fino a scomparire, sottraendosi così all’insondabile azione del destino”.
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BELLISSIMA IDEA CHISSA QUANTI INDUMENTI INTERESSANTI