Categorie: Street Art

Bovisa Makers: la nuova storia del quartiere passa dai suoi muri

di - 29 Agosto 2021

Poli Urban Colors 21″, Festival di Design Urbano curato da Luca Mayr in collaborazione con il Politecnico di Milano, arrivato alla seconda edizione, ha donato al quartiere Bovisa e al capoluogo meneghino altri 2mila metri quadrati di opere di arte urbana sul tema dell’Urban Surrealism, grazie all’intervento di 45 artisti tra cui Peeta, Rancy, Zibe, Urbansolid, Trota, Emans e 20 studenti del Politecnico di Milano. Importante contributo al progetto è stato quello del main partner Zalando e degli sponsor Vans e Boero Colori con il patrocinio del Municipio 9 e del Comune di Milano.

Nell’ambito di “Poli Urban Colors 21” è stata prodotta anche l’opera Bovisa Makers, realizzata dall’artista Sorte e curata dall’Art Director Mayr. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, si è detto piacevolmente colpito dal pezzo. Bovisa Makers è il primo di una serie di interventi dell’iniziativa “Un nome in ogni quartiere”, che si sviluppa nell’ambito della campagna di “YesMilano Neighborhood by Neighborhood”. L’obiettivo del percorso iniziato proprio a Bovisa è quello di lasciare in ogni quartiere della città un dipinto su muro che, in qualità di landmark del territorio, valorizzi il nome e l’identità del quartiere stesso, diventando un vero e proprio simbolo di appartenenza per l’intera comunità.

Per saperne di più rispetto alla prima opera di questo ambizioso progetto abbiamo intervistato il talentuoso Sorte, al secolo Andrea Gasparro.

Peeta per Poli Urban Colors 2021

A cosa si ispira il tuo lavoro Bovisa Makers?

«Il progetto Bovisa Makers nasce dalla necessità di dare un’identità nuova al quartiere di Bovisa a Milano. Il mio stile trae ispirazione dall’optical art, dal mio passato nel mondo del writing e successivamente della calligrafia. Lo studio della composizione delle lettere e le combinazioni che con esse si possono creare sono sempre stati per me uno stimolo di progresso e di evoluzione all’interno del mio percorso artistico».

Come ti sei avvicinato al writing?

«Mi sono avvicinato al mondo del writing quando avevo 11 anni, vedendo amici di mio fratello più grande che già erano inseriti in questo contesto. In quegli anni andavo con i miei di amici in giro, in pieno giorno, con bombolette e marker nello zaino pronti a lasciare le prime firme e pezzi, attirati dall’adrenalina e dalla voglia di vedere il proprio nome in ogni zona della città».

Sorte per Poli Urban 2021, Milano

Il tuo nuovo lavoro è ambientato sulle pareti del Politecnico di Milano che hai anche tu frequentato. Pensi che arte e tecnica siano concetti imprescindibili?

«Io non credo che arte e tecnica siano concetti imprescindibili. A parer mio non esistono delle tecniche fisse per arrivare ad alcuni risultati artistici, ma anzi l’arte deve essere libera espressione dell’artista che, attraverso la conoscenza dettata dall’esperienza, arriva ad utilizzare i metodi più contrastanti per arrivare a nuovi risultati, affini o diversi che siano. Le tecniche sono infinite ed è proprio questa la bellezza dell’arte, poter esprimere al meglio la propria creatività per creare qualcosa di nuovo e irripetibile».

Cosa rappresenta per te l’arte urbana?

«Credo che l’Urban Art sia una soluzione al degrado e all’anonimato di molti quartieri lasciati andare all’interno delle città. Tra le cose più belle a cui ho avuto la fortuna di assistere è stata la partecipazione attiva degli abitanti del quartiere, che emozionati dall’iniziativa passavano anche più volte al giorno per vedere i progressi del progetto, e chi in macchina, chi a piedi, dopo avermi fatto i complimenti esprimevano il loro parere nei confronti dell’opera, chiedendomi interessati spiegazioni di significato e scelte artistiche. Vorrei ringraziare Luca Mayr ed il Comune di Milano per questa enorme possibilità».

Sorte per Poli Urban 2021, Milano

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