rtez, Santa Sofia D'Epiro 2021, ph Iacopo Munno
Gulìa Urbana è la rassegna itinerante dedicata all’arte murale che coinvolge tutta la Calabria. Il titolo Gulìa è un nome parlante, si tratta infatti di un’espressione meridionale dialettale che assume il significato di “desiderio/voglia incontrollabile di agire sul tessuto urbano”.
La rassegna è ideata e sviluppata dal collettivo Rublanum, ed ha portato, sin dal 2012, artisti italiani e internazionali a lavorare su opere murali che hanno arricchito il paesaggio e ampliato gli orizzonti di linguaggio di piccoli centri e borghi delle province della Calabria.
Le opere di artisti come Alice Pasquini, Vesod, Tony Gallo, Kraser, Dimitris Taxis, Psiko, Massimo Sirelli, Helen Bur oggi sono integrate nel tessuto urbano di più di dieci comuni, da Rogliano a Parenti, passando per Mangone, Nocera Terinese, Cellara e altri ancora.
È interessante notare come tutte le opere di questa rassegna riescano a garantire la massima libertà d’espressione dell’artista ma anche un dialogo con lo spazio dove sono pensate, aprendosi ad uno scambio di idee e temi, cosa del tutto non scontata per un festival di street art.
«Recuperare aree poco valorizzate, offrire nuovi spunti di riflessione, squarciare il velo verso immaginari altri, anche geograficamente distanti dai luoghi in cui si opera, e promuovere le arti contemporanee» questi i principali obiettivi annunciati dal comunicato stampa del progetto.
Seguendo questa strada, nell’estate del 2021 le attività di Gulìa Urbana si dipanano all’interno di ancora più comuni. La prima tappa si è svolta nel comune di Santa Sofia D’Epiro, in provincia di Cosenza. Santa Sofia D’Epiro è uno dei paesi della comunità Arbereshe calabrese, e gli artisti coinvolti da Gulìa Urbana hanno deciso proprio di puntare a costruire un racconto della profonda tradizione italo-albanese attraverso l’arte murale.
Protagonisti sono lo stile a metà tra il fotorealismo e l’illustrazione dell’artista serbo Artez. L’artista in Woman With Flowers ha scelto di rappresentare una ragazza mentre stringe tra le braccia un vaso di fiori tipici della regione, sottolineando l’importanza e il legame delle tradizioni nella contemporaneità.
Il giovane artista spagnolo Slim Safont ha rappresentato invece rappresentato nella sua opera un uomo anziano, che stringe tra le mani una foto del suo matrimonio, in cui lui e sua moglie sono vestiti con gli abiti della tradizione Arbëreshë.
Tradizioni che sono anche al centro dell’opera di Claudio Morne, che vede come protagonista una tipica ballerina della comunità italo-albanese di Santa Sofia D’Epiro.
Più enigmatica invece l’opera della street artist SteReal in cui due figure senza volto sono raffigurate una di fronte all’altra, entrambe portano la gonna, un’icona femminile per eccellenza ma che non per forza dev’essere associata ad un solo genere, una non identificazione precisa che è la giusta metafora del valore della libertà.
In queste settimane, Gulìa Urbana ha coinvolto vari altri comuni della Calabria fra cui Lamezia Terme, Belsito, Diamante, San Giorgio Albanese, Bianchi. L’obiettivo sarò quello di costruire dei musei open-air ad accesso gratuito, site-specific e community-specific, all’interno della rete dei diversi comuni coinvolti, percependo e rispettando lo “spirito dei luoghi” e della comunità in cui interviene in un’ottica di piena condivisione con i cittadini. I prossimi artisti all’opera saranno Jorit, Kraser, Tony Gallo e Stereal nel comune di Diamante, per il progetto “Diamante Murales 40”, di cui Gulìa Urbana cura, assieme a OSA e Manufactory Project, la direzione artistica.
Gulìa Urbana è il festival che dimostra come il dialogo fra arte e territorio consenta di riqualificare anche la periferia in maniera diversa e creativa.
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