Dopo aver tenuto il mondo con il fiato sospeso per alcuni giorni, è arrivata la conferma: il murales che ritrae un detenuto in fuga, comparso sul muro di cinta dell’ex carcere di Reading, è di Banksy. A rivendicare l’autorialità, è stato lo stesso street artist anonimo attraverso la sua pagina Instagram, l’unico “ente” che può autenticare le sue opere. E, come è capitato in alcuni casi anche in passato, questa volta Banksy ha utilizzato un video, in cui compare egli stesso, alle prese con la realizzazione, nottetempo, dell’opera, in sovrapposizione a uno dei famosissimi video tutorial di pittura condotti da Bob Ross.
Rarissimo vedere lo street artist durante le fasi del lavoro ma, questa volta, sul sottofondo della voce tranquillizzante di Bob Ross, possiamo seguire da vicino tutte le fasi, dal posizionamento dello stencil sul muro alla rifinitura dei particolari, con quel tratto tipicamente banksyano che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni e che rappresenta un unicum, nel mare magnum della street art. «Dipingere per me rappresenta la libertà», si sente alla fine del video. Il prigioniero ritratto da Banksy fugge dalla prigione nel più classico dei modi, grazie a una corda fatta di lenzuola legate, però, a una macchina da scrivere.
Il riferimento, come spesso capita nelle opere di Banksy, è alla storia passata e attuale del luogo: nell’ex carcere di Reading, infatti, fu imprigionato anche Oscar Wilde, tra il 1895 e il 1897, a causa delle sue relazioni omosessuali, in particolare con Lord Alfred Douglas. A seguito di quella drammatica esperienza, il grande scrittore inglese scrisse un famoso componimento, The Ballad of Reading Gaol, nel quale Wilde affrontava il tema della pena di morte e dell’alienazione dei detenuti. Abbandonata dal 2013, la struttura è stata messa in vendita dal governo britannico nel 2019. In un primo momento, il progetto era di trasformare l’ex carcere in un complesso di appartamenti ma poi le trattative con la società edilizia interessata si sono arenate. Si è quindi fatto avanti il municipio di Reading, che ha proposto di riqualificare l’architettura per farne un centro artistico. La storia è stata presa a cuore da molte personalità dell’arte e della cultura inglesi, come Kenneth Branagh, Natalie Dormer e Judi Dench e si è aperta una campagna per supportare l’idea. Ora arriva anche l’endorsement di Banksy, un appoggio non solo ideale ma anche più concreto, considerando il valore degli edifici griffati dallo street artist anonimo più conosciuto al mondo.
Entra nel vivo la seconda edizione di MOUE, il Festival della Grafica Sociale che anima Foggia con mostre, laboratori, talk…
Da un capolavoro di Cecily Brown da $ 4 milioni, fino alla coppia di vasi in gesso realizzati da Alberto…
Il festival Kyotographie esplora il concetto di limite attraverso mostre tra templi, architetture storiche e spazi urbani, con artisti da…
Firmata da Migliore+Servetto, la nuova identità visiva di GAMB Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello apre una riflessione…
Per la sua prima mostra da A+B Gallery di Brescia, Andrea Mirabelli presenta dipinti inediti e una scultura dedicati alla…
Per la sua personale a L’Ascensore di Palermo, Sonia Kacem trasforma lo spazio in una superficie di pura forma: una…