Illustre Feccia, Greed of London Crediti fotografici Illustre Feccia, Hogre, Ceffon
Nel suo ultimo lavoro, realizzato in collaborazione con il gruppo Fossil Free London, il celebre artista Illustre Feccia, fra i più importanti esponenti del subvertisng internazionale, attivo in diverse città europee, lancia un allarme, toccando uno dei temi più caldi in questo momento, dibattuto lungamente anche durante l’ultima conferenza delle Nazioni Unite COP26 a Glasgow: il cambiamento climatico e le conseguenze che i nostri comportamenti hanno sul pianeta Terra. Lo abbiamo intercettato rivolgendogli qualche domanda per farci raccontare di più su questo progetto.
Questo tuo ultimo lavoro sembra differisca dagli altri per la tecnica usata, di primo impatto sembra quasi una grafica di una “rivista”, i colori sono forti e accesi… perché questa scelta?
«L’idea nasce da una collaborazione con il gruppo Fossil Free London! È una “Cartolina/cartellone”, una parodia di Londra…la scelta dei colori accesi è voluta con l’obiettivo di enfatizzare la sua immagine; Londra, la capitale dei distruttori della terra! A Londra ci son più di 300 compagnie che distruggono e sporcano il globo. È un collage assemblato e dipinto digitalmente, con tanto di logo sovvertito della Corporation of London. Il sito web CORPORATE-WATCH raccoglie le informazioni e gli indirizzi di oltre 300 multinazionali e compagnie residenti in centro a Londra, che sono direttamente responsabili del cambiamento climatico».
Perché e in quale misura il tema ambiente/clima, oggi tra i primi a essere dibattuti nel mondo anche per la conferenza COP26, si avvicina alle tue azioni di subvertising?
«Fuck COP26! È una delle tante farse-ĺiberal capitaliste, messa in piedi dai vari capi per ripulirsi l’immagine e la coscienza, ormai troppo sporca. I vari leader mondiali non hanno alcun interesse nel fermare la macchina del profitto che sta distruggendo tutto. La COP26 è un altro greenwashing, è solo propaganda del capitale. Ambiente e clima son veramente agli sgoccioli. Questo è il motivo per cui protestiamo. E protestiamo soprattutto contro Cop26, sono loro i responsabili».
Attivismo/azione da una parte e arte dall’altra: come si coniugano in te queste due parti?
«Attivismo e “azione diretta” son sinonimi…le belle idee andrebbero sempre lanciate attraverso le azioni. E l’arte? L’arte è un approccio per decodificare la realtà e filosofeggiare l’esistente».
Le tue azioni di subvertising stanno cambiando o il messaggio e il modo di applicarlo rimangono coerenti nel tempo?
«Il subvertising dovrebbe essere sempre coerente a politiche anticapitaliste e libertarie. Mentre il modo di applicarlo dovrebbe cambiare sempre, per rimanere al passo coi tempi, le tecnologie e le pubblicità».
Sei un artista che si sposta in diverse città europee. Come cambiano (se cambiano) le azioni di subvertising nei vari luoghi?
«Più che le azioni cambiano le modalità, gli slogan e l’estetica, a seconda della cultura, delle politiche e delle compagnie locali. È interessante anche creare degli ibridi, come nel mio lavoro Dioskotto con il vasetto del Marmite (ndr, un vasetto di crema spalmabile inglese) etichettato con una bestemmia italiana».
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