Categorie: Teatro

Al Teatro Piccinni di Bari, tutta l’attualità del Giuocatore di Goldoni

di - 9 Dicembre 2022

Commedia relegata, ingiustamente, nel limbo del Goldoni minore, dove l’autore racconta il suo vizio di gioventù, “Il giuocatore” appartiene a quella sfida delle 16 commedie scritte dal grande veneziano nel 1750. Gli storici ritengono che inevitabilmente, per la gravosità dello sforzo, non ne sortirono tutti capolavori come per esempio “La bottega del caffè”. Ma qui, l’eccentricità rispetto al Goldoni maggiore è nel manifestarsi di umori nascosti dell’autore, nella costruzione del protagonista Florindo conformata a ciò che egli stesso era stato in gioventù: smodato amante del tavolo verde con emorragia di denaro, al punto da vendersi un anello donatogli dalla fidanzata.

Il Giuocatore, Compagnia del Sole

La spirale vincere-perdere-rifarsi è una catena inesorabile nel giovane ricco protagonista sempre pronto a promettere di smettere di giocare, ma subito smentito dalla ricaduta nel vizio. La commedia studia gli atteggiamenti, le debolezze, le passioni, i compromessi e la vita tendenzialmente rovinosa, dissipatrice di Florindo, che cade nelle mani di giocatori disonesti disposti a fargli perdere tutto, anche l’onore, e anche l’amore di Rosaura, e qualunque amicizia. Solo l’intervento di Pantalone riuscirà a fornirgli una via d’uscita, a trarlo fuori dal crack debitorio, e a impedirgli di fare un matrimonio di convenienza con la vecchia e abbiente signora Gandolfa, donna di mondo in cerca di piaceri, sensibile al bel giovane spiantato.

Il Giuocatore, Compagnia del Sole

Nelle mani della regista Marinella Anaclerio e della Compagnia del Sole, si dà ben ragione dell’attualità del testo. Da un lato infatti abbiamo il gioco, con la sua inconfondibile sindrome che lo accomuna a tutte le altre dipendenze, come droga e alcol, videogiochi e quant’altro: il gioco come indicatore di crescita del tasso di casualità, di precarietà, delle nostre esistenze oggi segnate dalla ludopatia. Dall’altro la fragilità umana che ne consegue spinge verso un mondo claustrofobico, teso a ignorare il più possibile il mondo esterno e le sue leggi (fisiche, etiche e giuridiche) nel vano tentativo di ipnotizzare il destino. E ancora, ambientando la vicenda negli anni ’50 (costumi d’epoca di Simona De Castro), la regista pone nel contratto di matrimonio con relativa dote e annessi – tradizione nel Settecento come nei ’50 e oltre -, un altro elemento motivazionale.

Il Giuocatore, Compagnia del Sole

C’è poi il motivo musicale cantato in scena “The house of the rising sun”, celebre brano della band inglese The Animals, che, ambientata nella New Orleans di fine ‘800, veniva cantata in versione maschile e femminile, a raccontare questa piaga dolente parlando proprio della rovina di un giocatore d’azzardo. Dentro l’elegante scenografia (di Pino Pipoli) con funzionali pannelli mobili – pareti anche a forma di carte da gioco – che determinano diversi ambienti lungo la giornata che va dall’alba al tramonto (luci di Cristian Allegrini), l’impeccabile regia graffia il nostro presente, scuote con una comicità moderata perché giocata sulla realtà delle situazioni. Anaclerio rende tutto molto umano, tangibile, universale, accanito.

Il Giuocatore, Compagnia del Sole

E lascia aperto il finale con la fulminante sequenza in cui, mentre lentamente si chiude il sipario, due dei personaggi ostentano le carte al ravveduto (?) Florindo che dal buio della scena avanza guardando indietro, in basso e in avanti mentre osserva le carte tentatrici. Supererà quella soglia fra dentro e fuori attratto ancora una volta, o si ritrarrà mantenendo fede alla promessa di non peccare più?

Il Giuocatore, Compagnia del Sole

Ne esce uno spettacolo arguto e divertente, pieno di ritmo, bellissimo in quella dinamica tragicommedia che man mano emerge grazie all’ottimo lavoro di tutto il magnifico cast, ben caratterizzato nel cesello dei singoli personaggi, e di grande vitalità. Da citare tutti: Flavio Albanese, Stella Addario, Antonella Carone, Patrizia Labianca, Loris Leoci, Luigi Moretti, Dino Parrotta, Domenico Piscopo, e una menzione a parte per il protagonista principale: il Florindo intenso e nevrotico di Tony Marzolla, attraversato da una frenesia cinetica che è tutta mentale, è un dissoluto fragile e altezzoso, mai simpatico come Goldoni voleva, eppure reso affabile nella sua sindrome di dipendenza che lo ha reso più macchina che uomo, e che vorremmo fermare.

Il Giuocatore, Compagnia del Sole

Articoli recenti

  • Beni culturali

Fondazione Querini Stampalia lancia il voto collettivo per salvare il Giardino di Carlo Scarpa

Inserito tra i quattro finalisti della seconda edizione del contest #Volotea4Veneto, lo storico Giardino di Carlo Scarpa, a Venezia, si…

22 Maggio 2026 17:00
  • Mostre

Le geografie frammentate di Som Supaparinya al Museion

Fino al 14 giugno, al Museion di Bolzano, è in programma "Mo num en ts", il film dell’artista thailandese Som…

22 Maggio 2026 16:48
  • Mostre

Quella di Gaza è una storia millenaria. E a Torino vanno in mostra i reperti archeologici salvati dalla distruzione

Molto più che una mostra: Fondazione Merz di Torino ospita un progetto internazionale che parla di memoria e identità. E…

22 Maggio 2026 16:00
  • Fotografia

The Phair 2026 a Torino: alle OGR, la fotografia supera i propri confini

42 gallerie internazionali per The Phair, che torna alle OGR di Torino per la sua settima edizione, tutta dedicata alle…

22 Maggio 2026 15:35
  • Street Art

Sentenza OZMO, l’arte è libera. E pure la Street Art è innocente

Con la Sentenza Ozmo, il tribunale riconosce definitivamente la Street Art come valore culturale: una decisione destinata a fare scuola…

22 Maggio 2026 14:44
  • Mercato

L’arte moderna e contemporanea di Farsettiarte: il racconto attraverso 10 top lot

A Prato, Farsettiarte mette in vendita una ricca selezione di opere che raccontano l'arte del Novecento. Da Morandi a Warhol,…

22 Maggio 2026 14:04