Categorie: Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

di - 9 Febbraio 2026

In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 9 al 15 febbraio.

Teatro e danza

La Compagnie Marie Chouinard a Vicenza

Danza in Rete Festival, della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, inaugura la nuova edizione Architetture del presente il 14 febbraio, con la Compagnie Marie Chouinard in un dittico formato da Le Sacre du Printemps e Magnificat – quest’ultima in prima nazionale -, e il 15 febbraio con una performance site-specific, nel palladiano Palazzo Chiericati, dal titolo In Museum.

Con Le Sacre la coreografa canadese rivisita questo potente inno alla vita, ritrovando un impulso primordiale: un’opera organica e vigorosa, costruita intorno a una sequenza di assoli, per risvegliare l’intimo mistero di ogni danzatore.

In Magnificat la composizione omonima di Johann Sebastian Bach viene trasformata in un campo di risonanza fisica e percettiva. La musica, con la figura della Vergine che emerge come principio simbolico e archetipico, viene evocata non narrativamente ma tramite una fisicità rituale e collettiva. Attraverso ampie sequenze corali, insieme a più intimi trii, duetti e assoli, Marie Chouinard ha voluto coreografare in modo emblematico questo stato di grazia.

Compagnie Marie Chouinard, Le sacre du printemps, ph. Marie Chouinard

Le Carnaval, Mascarade Royale

Capolavoro del Seicento francese Le Carnaval, Mascarade Royale di Giovanni Battista Lully, balletto musicale creato per la corte del Re Sole Luigi XIV, debutta in prima esecuzione mondiale (al Teatro Comunale di Ferrara Claudio Abbado, il 14 e 15 febbraio, poi a Modena, Teatro Comunale, dal 27 febbraio al 1° marzo) con la direzione musicale di Federico Maria Sardelli, la regia di Emiliano Pellisari, con la sua compagnia di danza NoGravity Theatre.

Lo spettacolo – una visione spettacolare e contemporanea attraverso la forza del corpo, della musica e dell’illusione scenica – si articola in una successione di quadri autonomi, popolati da figure tipiche della mascherata – spagnoli, dottori, turchi, innamorati, musici – che sfilano secondo una logica di continua metamorfosi. La coreografia, ideata e realizzata dal duo artistico Pellisari–Porceddu, costruisce immagini aeree, e la danza dialoga costantemente con il canto e la musica.

Le Carnaval, Mascarade Royale

Mirra, l’ultima delle tragedie di Vittorio Alfieri

La principessa Mirra, figlia dei regnanti di Cipro, è stata condannata da Venere a scontare una pena atroce: innamorarsi del proprio padre, il Re Ciniro. Nel giorno in cui devono celebrarsi le sue nozze con Perèo, principe di Epiro, l’adolescente tenterà in ogni modo di far fede al suo impegno; ma gli dèi hanno previsto ben altro per lei. Ultima delle tragedie di Alfieri pubblicata in vita, Mirra è un testo sconcertante. Pubblicata nel 1786, ha al suo centro un tema che ancora oggi ci colpisce in modo inaspettato, essendo l’incesto forse l’ultimo tabù rimasto alla nostra società.

Messa in scena l’ultima volta nel 1987 da Luca Ronconi, Mirra torna in scena per la regia di Giovanni Ortoleva, regista fiorentino classe 1991, che ha deciso di affrontarla senza alterarne il testo, ma affrontando la ricchezza della lingua alfieriana per portarla vicino alla pelle e ai sensi dello spettatore. Per restituire al pubblico contemporaneo questa perla nascosta.

Giovanni Ortoleva

“Mirra”, di Vittorio Alfieri, regia e rielaborazione drammaturgica di Giovanni Ortoleva, con Marco Cacciola, Monica Demuru, Marco Divsic, Mariangela Granelli, Lorena Nacchia, scene Federico Biancalani, costumi Aurora Damanti, light designer Massimo Galardini, musiche e sound design Pietro Guarracino. Produzione Teatro Metastasio di Prato/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. A Prato, Teatro Metastasio, dal 10 al 15 febbraio; a Torino, Teatro Gobetti, dal 24 febbraio all’1 marzo.

Un’altra Casa di bambola

Sappiamo come finisce Casa di bambola di Henrik Ibsen: Nora, giustamente, stanca di essere trattata come una bambola, va via di casa abbandonando marito e figli per intraprendere un viaggio alla ricerca di sé. Ma cosa accade dopo? In Casa di bambola, Parte 2, Hnath non solo risponde a questa domanda ma fa tornare Nora a casa. Lo spettacolo, ambientato 15 anni dopo, ha come protagonista una Nora più libera, più feroce e più scomoda che mai pronta a prendere a calci il perbenismo, mandare a quel paese la tradizione e tutte le etichette.

Ma perché è tornata? Che cosa vuole? E che cosa significherà il suo ritorno per la famiglia che ha lasciato alle spalle? Casa di bambola Parte 2 è una commedia tagliente, spudorata e irresistibile, che fa ridere mentre scava senza pietà nelle contraddizioni dei ruoli di genere, del matrimonio, della famiglia e dell’amore.

Casa di bambola

“Casa di bambola parte 2”, di Lucas Hnath, traduzione e regia Claudio Zanelli, con Alice Mistroni, Simone Leonardi, Antonia Di Francesco, Erica Sani, scenografia Ambramà, disegno luci Serena Zamperini, costumi Accademia Costume & Moda. Produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale. A Roma, Spazio Diamante, fino al 16 febbraio.

Nel Cemento di Thomas Bernhard

Il regista milanese Roberto Trifirò è anche interprete, accanto alla giovane attrice Priscilla Cornacchia, di Cemento di Thomas Bernhard (a Milano, Teatro Out Off, dal 10 febbraio al 1° marzo). Trifirò costruisce una regia che segue un radicale processo di disgregazione dell’identità, del pensiero, del linguaggio e della realtà che si sgretola sotto l’assedio della coscienza.

Protagonista è il musicologo Rudolf, bloccato dall’orrore della pagina bianca mentre tenta di iniziare a scrivere un saggio su Felix Mendelssohn. Il suo monologo è una stravagante requisitoria contro gli infiniti ostacoli che si frappongono alla stesura del saggio. Per cercare di superare questa impasse si trasferisce a Palma di Maiorca, dove incontra Anna Härdtl. Da una situazione inizialmente statica, Bernhard sorprende con una dinamica emozionante, in cui il destino della giovane donna si dipana in una successione di colpi di scena.

Cemento di Thomas Bernhard

Friedrich Dürrenmatt, sulla verità e sul giusto processo

Composto nel 1956 e adattato per un radiodramma nel 1961, La panne di Friedrich Dürrenmatt, vede un agente di commercio, Alfredo Traps, che, per l’auto in panne, trova rifugio per la notte nella villa di un ricco giudice in pensione.

Ogni sera, il giudice ospita altri amici pensionati, con i quali, per passatempo, organizza processi fittizi a personaggi storici o a malcapitati di passaggio nella sua villa. Per finire in giudizio, non è necessario aver commesso un crimine o perlomeno averne coscienza: nel gioco raffinatissimo dei vecchi pensionati, l’accertamento della colpevolezza può prescindere dall’accertamento dei fatti. È quello che accade al povero Traps che, nel corso di una cena luculliana, si trova improvvisamente accusato di un omicidio che non sapeva di aver commesso, o meglio, che era certo di non avere commesso.

Paone, Palmarini in La panne

“La panne”, di Friedrich Dürrenmat, traduzione Eugenio Bernardi, adattamento e regia Alessandro Maggi, con Nando Paone, Giacinto Palmarini, Vittorio Ciorcalo, Piergiorgio Fasolo, Gemma Lapi, Augusto Masiello, scene e costumi Marta Crisolini Malatesta, disegno luci Davide Comuzzi. Produzione Teatro Civico della Spezia, Scarti Centro Di Produzione Teatrale D’innovazione, Teatri di Bari, Stefano Francioni Produzioni. A Bari, Teatro Kismet, il 14 e 15 febbraio.

Due coreografi per Equilibrio Dinamico Dance Company

Con Capitolo XV, Equilibrio Dinamico Dance Company, compagnia pugliese diretta da Roberta Ferrara, apre il proprio repertorio all’incontro con due voci tra le più incisive della scena coreografica europea contemporanea: il collettivo francese (LA)HORDE e la lussemburghese Jill Crovisier (a Verona, Teatro Ristori, l’11 febbraio).

Mahalaga Landscapes, di Crovisier originariamente concepita come performance site-specific, è qui presentata in una nuova versione per il palcoscenico. Nove interpreti fanno emergere una danza rituale, fisica e profondamente connessa alla terra, che intreccia istinto tribale e dimensione.

People Used to Die, in prima italiana, è una rielaborazione firmata da (LA)HORDE per Equilibrio Dinamico nel 2025, a partire dalla coreografia Avant les gens mouraient del 2014. La danza affonda nel linguaggio delle danze urbane, rielaborando gesti e dinamiche provenienti da stili come Hardjump, Hakken e Jumpstyle. Salti rapidi, sequenze iper-dinamiche e movimenti ripetitivi diventano materia coreografica, trasformando codici nati nei club e diffusi attraverso il web in una potente scrittura scenica.

Mahalaga landscapes

Orlando, il lungo viaggio nel tempo

La scrittura di Orlando di Virginia Woolf nasce come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice, in un enigmatico intreccio tra opera e biografia, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo, vissuto per più di quattrocento anni, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo.

Il regista Andrea De Rosa, a partire dal personaggio in grado di superare gli steccati dello spazio e del tempo con la sola forza dell’immaginazione e della letteratura, affronta la fondamentale tematica dell’identità. In scena Anna Della Rosa, con la drammaturgia curata da Fabrizio Sinisi tratta dalla nuova traduzione del romanzo a cura di Nadia Fusini e dal carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West Scrivi sempre a mezzanotte.

TPE Anan della Rosa in ORLANDO ph Andrea Macchia

Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa. A Torino dal 10 al 15 febbraio, Teatro Astra; a Milano dal 17 al 22, Piccolo Teatro, Studio Melato. In tournée a Modena, Roma, Reggio Emilia, Genova.

Crave di Sara Kane

L’attrice e regista italoamericana Leda Kreider, incontra la scrittura intensa della drammaturga britannica Sarah Kane, con Crave, un intreccio di quattro voci dal ritmo musicale sincopato, quasi jazz (a Modena, Teatro delle Passioni, dal 10 al 15 febbraio). Crave è stato tradotto con Febbre ma significa desiderio, bramosia, fame in un certo senso. Quando si traspone un testo in un’altra lingua cosa si perde? Cosa si trasforma? Cosa emerge con più chiarezza nel passaggio da una lingua all’altra? Il linguaggio è centrale in questo testo dove Kane riprende l’uso delle lingue straniere e il meccanismo dell’intertestualità da La terra desolata di T. S. Eliot: rielabora un nuovo linguaggio amalgamando frammenti letterari e citazioni religiose.

Sola in scena, l’attrice interpreta A (Adult/Abuser/Author), B (Boy), C (Child) e M (Mother), quattro voci considerate come la suddivisione di un’unica personalità.

Crave – Leda Kreider Ph Laura Kreider

Omaggio a Eleonora Duse e Isadora Duncan

Per Scintille, la stagione del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound, il 13 febbraio al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, è in scena The Doozies – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi della coreografa Silvia Gribaudi con l’attrice e regista Marta Dalla Via. Giocando semanticamente con l’espressione colloquiale americana “to be doozy” (essere fuori dall’ordinario), lo spettacolo è un grande omaggio a due icone anticonformiste come Eleonora Duse e Isadora Duncan, pioniere delle istanze femministe e di un’interpretazione politica dell’arte. Come affermano le stesse autrici nelle note di regia:” Dove sono questi lasciti, ci siamo chieste, visto che, a più di cento anni di distanza, ci troviamo ad affrontare gli stessi identici discorsi sul palco e fuori, le stesse battaglie per la parità e contro la dittatura del physique du role? The Doozies vuole essere un’opera intorno alla meraviglia della stranezza.

The Doozies – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi

Danzare “Sulla leggerezza”, da Italo Calvino

Al via La democrazia del corpo edizione 2026 – parte I, del Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze, che si fa progetto diffuso su Firenze e sul territorio fiorentino (dal 7 febbraio al 21 giugno).  Dal 10 al 13 febbraio, la Compagnia Virgilio Sieni è a Cango con Sulla leggerezza, coreografia di Virgilio Sieni, una danza per otto interpreti che, tra slanci formalizzati, attraversamenti sfuggenti, imprendibili, diventano entità aeree, capaci di trasformare il peso in slancio poetico. Attraverso le intuizioni di Italo Calvino la danza si forma per slanci formalizzati in richiami di passaggio, attraversamenti sfuggenti, imprendibili: come un dialetto, una lingua viva che si nutre di tutte le cose della vita per inventarsi, insemprarsi, impararsi. Una danza che assume le sembianze dell’eco, risuonando di gesto in gesto e inventandosi su trame amorose, amichevoli se non malinconiche e nostalgiche.

Virgilio Sieni, Sulla leggerezza © Luigi Gasparroni

Maria Paiato è Riccardo III

Tutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice, che prende vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi.

Nei panni di Re Riccardo – l’usurpatore, il genio cattivo, l’uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano – l’attrice punta a restituire uno Shakespeare sorprendentemente fedele all’originale.

«Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York»: è così che si apre la tragedia, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester. …Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama?».

CTB, Riccardo III, Paiato, Franzoni, Ciocchetti, Cardarelli, ph. Laila Pozzo

“Riccardo III, di William Shakespeare, riduzione e adattamento Angela Dematté, regia Andrea Chiodi, con Maria Paiato, Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo, scene Guido Buganza costumi Ilaria Ariemme, musiche Daniele D’Angelo, luci Cesare Agoni. Produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. A Palermo, Teatro Biondo, dal 14 al 22 febbraio.

Concerto scenico per Romeo e Giulietta

Giulietta E Romeo – stai leggero nel salto, con la drammaturgia e regia di Roberto Latini, con Federica Carra e lo stesso Roberto Latini (al TeatroBasilica di Roma, dal 12 al 14 febbraio), è un concerto scenico dalla tragedia di Shakespeare, costruito attraversando le sole scene dell’incontro quelle in cui i due amanti sono insieme: cinque quadri come movimenti di una suite, affidati alla parola, al suono, al tempo che si apre e immediatamente si sottrae. Non la tragedia intera, ma il suo nucleo più fragile e necessario: l’occasione dell’amore, il futuro intravisto, il salto da compiere restando leggeri.

Giulietta e Romeo, Ph. Daniela Neri

Yorick Festival a Roma

È dedicato al buffone più celebre del mondo lo Yorick Festival, un viaggio nelle nuove drammaturgie all’insegna del Carnevale e della riscoperta culturale che, ideato e diretto dal regista Leonardo Petrillo, è approdato in diversi luoghi d’arte di Roma, trasformandoli in un ecosistema performativo diffuso.

Il 9 febbraio a Palazzo Altemps Quell’attimo di beatitudine, di e con Christian di Filippo, il quale, spirandosi alla dissacrante immediatezza del drammaturgo inglese Alan Bennett, costruisce un’indagine contemporanea sulla Fede e sulle sue derive commerciali nel mondo odierno; il 12 e 13, con il monologo At Home With Will Shakespeare, l’attore internazionale Pip Utton fa rivivere il bardo in un ritratto privato; iIl 9 e 10, a Palazzo Braschi Ulisse Inside con il cuntista Salvo Piparo; al Teatro Torlonia dal 12 al 15, Casanova ½ lo stesso Petrillo porta sul palco il “primo influencer della storia”, un uomo che ha trasformato la propria esistenza in un’ininterrotta messa in scena di sé. A chiudere questa cartografia della follia e del genio sarà, il 16 e 17, al MACRO, lo spettacolo in lingua francese Othello, diretto e interpretato da Philippe Nicaud.

Casanova ½ di Leonardo Petrillo

Due autori per Spellbound Contemporary Ballet

Serata-evento Recollection Of A Falling firmata da Spellbound Contemporary Ballet con due creazioni che dialogano tra loro (il Teatro Ariosto di Reggio Emilia, l’11 febbraio). Forma Mentis è la visione di Jacopo Godani, che utilizza l’arte della “danza intelligente” come strumento di realizzazione e comunicazione diretta con le nuove generazioni. È un invito a esplorare, a sognare e a creare, un’opportunità per concretizzare pensieri, alimentare visioni e aspirazioni.

Daughters and Angels porta la firma di Mauro Astolfi. Ispirato dalla lettura di Knowledge and Powers di Isabel Pérez Molina, il lavoro rielabora storia, sensazioni e percezioni personali per mettere in evidenza l’automatismo folle che porta a trasformare in violenza, negazione e annichilimento tutto ciò che non si conosce.

Spellbound Contemporary Ballet Recollection Of A Falling

Elio Germano e il ripudio della guerra

La voce intensa di Elio Germano incontra la musica di Teho Teardo per dare vita alle pagine de La guerra com’è di Gino Strada, fondatore di EMERGENCY, in un’esperienza di teatro civile che racconta la guerra, diritti e umanità. Un viaggio appassionato tra esperienze vissute in prima linea, riflessioni sul diritto universale alla salute e la forza di chi ha scelto di ricucire vite invece che dividerle. Parole potenti, autentiche e dirette che hanno ispirato i due artisti che rinnovano la loro collaborazione e sintonia in scena.

Al Teatro Superga di Nichelino (TO), il 10 febbraio; Faenza, Teatro Masini, il 16; Correggio, Teatro Masini, il 17 e 18; Gorizia, Teatro Verdi, il 19. In tournée.

Elio&Teho

La Superstella di Vittorio Pagani

Nell’ambito di MOVES! rassegna di nuova danza promossa da La MaMa Umbria International e Teatro Stabile dell’Umbria, va in scena Superstella, del coreografo e danzatore Vittorio Pagani (il 15 febbraio Cantiere Oberdan, Spoleto) secondo capitolo della sua ricerca. Superstella esplora cosa significhi creare danza oggi. L’atto creativo può ignorare giudizio esterno ed esperienza personale? Ispirata al mito delle stelle del cinema e in dialogo con di Federico Fellini, la performance intreccia video, sampling, danza e parola, contro il buio e contro ogni previsione.

SUPERSTELLA – Vittorio Pagani ph. Roberto De Biasio

Nella stanza bianca di COB Opus Ballet

Lo spettacolo White room (il 13 febbraio al Teatro Sperimentale di Pesaro) concepito dal giovane coreografo Adriano Bolognino, già premiato in numerosi contesti italiani e internazionali, per la compagnia COB Opus Ballet, si svolge in uno spazio astratto dove domina il bianco anche nei semplici e raffinati costumi e nella brumosa atmosfera che li avvolge.

Qui nove interpreti disegnano un paesaggio di corpi trepidanti, la “stanza bianca” dove rivive, ispirato dall’opera pittorica Il ritorno dal bosco di Giovanni Segantini. La creazione vuole approfondire gli aspetti emozionali dell’inverno, indagandone la trasposizione in forma di stato d’animo, ispirandosi all’opera di Segantini.

white room

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