Categorie: Teatro

L’altro degli estranei: Love me di Licia Lanera, all’Arena del Sole di Bologna

di - 12 Gennaio 2023

Dalla forte ispirazione estremamente originale, la scrittura antiretorica, cruda e lirica di Antonio Tarantino – scomparso nell’aprile del 2020 -, non poteva trovare corpo più appropriato, squassante e sarcastico, combattivo e travagliato, come quello fisico e verbale di Licia Lanera, fattasi cassa di risonanza di quest’autore limaccioso dal linguaggio violento e umanissimo, radicale e visionario, quale egli è stato. Nel dare vita e consistenza a due testi del drammaturgo – l’inedito “In scena” e “Medea” – raccolti nell’unico titolo “Love me” (visto all’Arena del Sole di Bologna, per la stagione di ERT), l’attrice pugliese afferma con il dolore, l’arroganza, l’ignoranza, la pervicacia dei sensi, la condizione di un’umanità alla deriva, sconfitta e ferita, ma disperatamente viva.

Come sempre, ad essere rappresentata nella scrittura di Tarantino – meridionale emigrato al nord e approdato alla drammaturgia verso i cinquant’anni -, è la condizione dei reietti e degli ultimi, con personaggi ai margini di una società rozza e violenta che fanno riverberare l’eterna e irrisolta lotta tra i miseri e i potenti. Ad accomunare i due testi scelti da Lanera è la condizione dello straniero. Già in un testo specifico di Tarantino dal titolo “Stranieri”, il motivo dell’extra comunitario, della paura xenofoba dei diversi, era avvertito come presenza ostile da parte di un vecchio, gretto e solitario, asserragliato nella sua casa invasa da rumori che lui addebita a minacce di immigrati, mentre in realtà sono i fantasmi di moglie e figlio scesi in veste di “estranei” dall’aldilà per portarlo via.

Love me, ph. Manuela Giusto

Qui, nel primo testo di “Love me”, lo straniero è un lavavetri, e nel secondo una beffardamente atroce Medea di oggi, entrambe figure “intrappolate in ebeti e feroci luoghi comuni – spiega Lanera -, così stupide da farci morire dal ridere, così feroci da farci vergognare”. La scena è costituita da tre lavagne basculanti con i titoli del dittico, che ruoteranno nel secondo atto svelando una parete specchiante. Il primo straniero è fisicamente presente nella persona di colore Suleiman Osman, dapprima in piedi, poi per tutto il tempo seduto in poltrona a guardare e ascoltare gli insulti della sua citante che subito mette baffetti posticci alla Hitler.

Il lavavetri, testimone muto, è il nero assurto a corpo del reato, il capro espiatorio guardato con sospetto e cattiveria. Assumendo la parte di un piccolo borghese ignorante che ha incontrato casualmente quel povero forestiero al semaforo, l’attrice lo deride sommergendolo via via di invettive e luoghi comuni intercalando il suo effluvio verbale con una cadenza dialettale del nord.

Love me, ph. Manuela Giusto

Smessi i panni maschili, in “Medea”, invece, l’attrice assume un dialetto meridionale per esporre la condizione di una donna asiatica finita in galera, intenta a esporre, con gesti sboccati e sfidanti, la diversità di leggi e di trattamento per gli stranieri e per quelli del posto. Con un gergo da strada da bassifondi contemporanei, e indossando pantaloni da tuta con un luccicante abito succinto che lascia scoperta la pancia, la donna, con veemenza crescente, sputando e urlando, se la prenderà con una ipotetica secondina e contorno di recluse; ripercorrerà l’amore e il tradimento, parlerà di figli e mariti da tenere alla larga, prenderà una mazza nel delirio finale, picchiando a terra e rompendo lo specchio nel quale si era prima guardata.

Love me, ph. Manuela Giusto

“Ma senza aiuto non si può vivere. Che guaio!” saranno le parole finali. E saltando sulle braccia del robusto Osman, lo ricoprirà, come una bambina felice, ripetutamente di piccoli baci ripetendogli “I love you”. Incarnando, in questo dittico, il maschile e femminile, Licia Lanera, di escandescente e misurata energia, capace di rendere la liricità e il senso nascosto delle parole nei diversi passaggi emotivi ed espressivi, restituisce alla scrittura di Tarantino una inedita potenza e verità. Di dirompente forza.

Articoli recenti

  • Mercato

Il giorno in cui nacque Apple: il contratto originale va all’asta da Christie’s

Il documento che sancì la nascita di Apple approda in asta come una reliquia del mito tecnologico americano. Lo firmarono…

14 Gennaio 2026 19:06
  • Mostre

La polvere d’oro della vita. L’intimità di Ettore Sottsass in mostra alla Triennale di Milano

Fino al 15 febbraio 2026 Triennale Milano presenta Ettore Sottsass. Mise en scène, che ripercorre la vita del grande intellettuale,…

14 Gennaio 2026 18:49
  • Attualità

New York, folla in marcia sulla Fifth Avenue dopo l’uccisione di Renee Good

Abbiamo documentato la grande manifestazione svoltasi a New York domenica scorsa, a seguito dell’uccisione di Renee Nicole Good da parte…

14 Gennaio 2026 18:30
  • Progetti e iniziative

Milano Cortina, Farsettiarte ospita Casa Italia e una mostra internazionale

La sede di Farsettiarte a Cortina ospiterà Casa Italia, la casa degli atleti olimpionici che si apre al pubblico attraverso…

14 Gennaio 2026 17:27
  • Progetti e iniziative

C’è una lotteria in cui si può vincere un’opera di Picasso da un milione

120mila biglietti, un solo vincitore e un’opera da museo: la lotteria internazionale che mette in palio un’opera autentica di Pablo…

14 Gennaio 2026 13:54
  • Arte contemporanea

Padiglione Sudafrica fuori dalla Biennale 2026: il caso si complica

Il ministero della cultura del Sudafrica ha sollevato accuse di ingerenze straniere che avrebbero motivato la decisione di escludere la…

14 Gennaio 2026 12:30