17 – 24 marzo 2014 | S.O.S. FIERA | Uno sguardo fresco all’Italia del miart 2014

di - 24 Marzo 2014
Quest’anno miart l’abbiamo preso alla larga. Anche se giocando in casa, con tante gallerie meneghine già conosciute a nostra disposizione, abbiamo voluto guardarci un po’ in giro, investigare un po’ più da vicino il panorama italiano dell’arte contemporanea. E, anche in termini pratici, abbiamo voluto sommare a questa esigenza anche quella di sopravvivenza; scovare una strategia per uscire vivi dall’overload visivo e informativo tipico delle fiere: quella sensazione di stordimento che inizia a palesarsi dopo una trentina di minuti in cui tutto, opere, persone, concetti, inizia ad amalgamarsi in un flusso indistinto e informe di immagini e suoni.
Le strategie per evitare questo stato di stordimento sono poche. Per esempio c’è il visitatore che, reduce ed esperto dopo anni di numerose fiere, si impone una ricognizione generale quasi a passo di corsa, in uno slalom tra uno stand e l’altro e soffermandosi da chi già conosce, che siano artisti o gallerie. Risultato? Sei salvo ma non hai visto niente di nuovo. C’è anche l’appassionato (o assatanato, dir si voglia) che non si lascia scappar niente in un tour de force senza precedenti. Il risultato questa volta? Sfinito e con poco in testa. Quest’anno abbiamo messo a punto una terza alternativa, una vera e propria scialuppa di salvataggio a tutti gli altri visitatori che di massacrarsi non hanno voglia ma che ne hanno, invece, di vedere qualcosa di nuovo. Questa “scialuppa” l’abbiamo chiamata RABBIT, (come il Bian Coniglio di Alice nel Paese delle Meraviglie) ovvero un percorso di opere che, oltre a ritenerle delle piccole meraviglie sparse, sono state scelte con l’unico presupposto che fossero state prodotte da giovani artisti italiani (ammesso che la giovinezza possa dilungarsi fino ai 45 anni).
10 opere, 10 artisti, 10 gallerie a mostrare uno spaccato dell’arte contemporanea italiana e alcuni dei suoi creatori, ricostruendo una cartina del Paese senza soffermarci sulle gallerie milanesi (nostro cavallo di battaglia). Creare il percorso rispettando i presupposti autoimposti non è stata un’operazione scontata. E altrettanto meno scontato è stato cercare di inserire tante artiste donne quanto artisti uomini per risponderci alla domanda: in che percentuale sono rappresentate alle fiere? Beh, noi ne avremmo volute portare cinque ma non ci siamo riusciti, purtroppo. Ne abbiamo comunque trovate quattro, e con dei lavori certamente rilevanti.
Il percorso, definito all’ultimo minuto, in quanto molte opere sono state terminate in questi giorni e saranno presentate in anteprima al miart, dimostra un panorama vario: da implicazioni politiche a progetti più concettuali, alcuni con sfumature ironiche, esistenziali, altri frutto più di una ricerca materica ed estetica. In generale, RABBIT non cerca di circoscrivere uno stile o una tendenza univoca nell’arte contemporanea italiana prodotta e rappresentata, piuttosto è uno sguardo disinteressato sulla fiera e un percorso che segna uno spaccato diversificato di un’Italia che comunque sa dire la sua.
FOLLOW THE RABBIT!
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RABBIT la potete trovare in fiera al nostro stand – A05 settore editoria. Contenuti critici e immagini sulle opere selezionate in RABBIT sono ritrovabili su That’s App per iOS e Android.
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that’s contemporary mappa l’arte contemporanea a Milano dal 2011.
that’s contemporary è un progetto curatoriale in forma di agenzia di produzione.
that’s contemporary commissiona, produce e cura progetti a metà strada tra la pratica artistica e un uso creativo delle tecnologie e dei meccanismi della comunicazione.

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