THAT’S STORIES

di - 4 Maggio 2017
That’s Stories è la nuova rubrica di that’s contemporary all’interno di Exibart. Poiché l’arte contemporanea si muove sempre più su versanti di intensa collaborazione, scopo di questa sezione sarà istituire un interessante dialogo tra queste due realtà, alla scoperta delle ricerche artistiche più interessanti del momento. Ma bando alle formalità, That’s Stories ogni due settimane vi delizierà con semplici pillole d’arte, sarà vostro fedele compagno nell’approfondire ciò che spesso rimane privo di voce e vi darà l’occasione di raccontarci dei vostri progetti più interessanti. That’s Stories siete voi, scriveteci alla nostra mail press@thatscontemporary.com. Quest’oggi partiamo con la mostra di Lorenzo Tamai, “Attenzione alle mani”, in un luogo milanese particolare.
Lorenzo Tamai
Attenzione alle mani
Opening 5 maggio ore 18.30
Dal 5 al 7 Maggio 2017
Loftino via Tortona 31
Milano
“Attenzione alle mani” è una frase che si legge spesso nelle fabbriche o nei locali, dove il lavoro manuale sta alla base di un processo produttivo. Evoca un pericolo, rende evidente una certa sfumatura di ostilità nel lavoro svolto, rende l’utilizzo di alcuni specifici strumenti un’azione controllata, pavida e normata, talvolta serializzata.
Tutto il contrario di quello che sta alla base del lavoro di Lorenzo Tamai, che può derivare sì da azioni controllate, attitudini, abitudini, ma mai da un paradigma a priori.
Di conseguenza, un avvertimento che diviene titolo di una mostra quale guida frenetica fra i pensieri dell’artista e le sue mani che, in questo caso, sono strumenti fidati e imprescindibili. Lorenzo Tamai comincia a dipingere nel 2007, sperimentando per lungo tempo diverse derive della tecnica del collage, ma dopo dieci anni, le sue opere testimoniano un graduale abbandono al già fatto o al semplice riordino di materiale.
“Attenzione alle mani”, vuole dare ampio respiro a forme e colori in grado di decifrare idee e sensazioni che attraversavano quotidianamente l’esperienza dell’artista, una pittura meno narrativa ma maggiormente evocativa e poetica. Un percorso di mostra, caratterizzato da una pittura incentrata sulla contrapposizione tra elementi pittorici di primo piano e sfondi, che lentamente inglobano sempre di più oggetti e uomini, un tempo protagonisti delle sue tele. Una transizione che vuole farsi “cassa di risonanza” alla tendenza dell’uomo contemporaneo di sfrecciare per le strade, ignorando ciò che gli scorre attorno: persone, immagini, paesaggi, tutto si perde velocemente in un rumore di fondo, che ingloba il riconoscibile in uno spazio altro, avulso da sé.
Il vasto corpus di opere dell’artista, di cui la mostra presenta solo un’emblematica parte, riflette questa tendenza alla perdita del confine netto, che nella contemporaneità trova fondamento in relazione alle dinamiche sociali e comportamentali che ci coinvolgono. Nelle tele di Tamai il colore, passato a pennellate fluide e pesanti, cancella l’immagine che il fondale assorbe in un ambiente indefinito, facendo da ponte tra la nostra disattenzione quotidiana e quello che ci lasciamo dietro. L’essere travolto, il cercare la via di un percorso interiore e, al contempo, l’esprimere un’emozione, diventano per l’artista luogo di contrasto tra l’eccesso e la sparizione delle figure, ma anche di significati certi.
Claudia Contu & Elisabetta Rastelli

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