Le stampe in mostra all’Archivio offrono una panoramica delle grandi opere architettoniche che caratterizzano il Piemonte a partire dalla seconda metà del ‘500, quando Emanuele Filiberto avviò la costruzione di una serie di progetti edilizi, le “delizie per lo svago e la caccia”, che riguardavano il tessuto urbano cittadino ed i suoi dintorni.
Il percorso espositivo inizia con la prima importante testimonianza delle “delizie”: il Theatrum Sabaudiae, opera editoriale in folio che nel 1682 Carlo Emanuele II commissionò quale programma di promozione del Ducato di Savoia presso le corti europee.
Perfettamente inglobate nel paesaggio circostante, permettevano (anche grazie alla favorevole posizione geografica di Torino) di vivere in prossimità delle tranquille acque del fiume, della collina, delle ricche cacciagioni e delle zone di coltivazione. Il Castello del Valentino, dimora prediletta della Madama Reale Cristina di Francia, fu teatro di fastosi ricevimenti e di maestose battaglie fluviali. La Villa della Regina, al cui abbellimento presero parte architetti del calibro di Vittozzi e Carlo di Castellamonte, è caratterizzata dall’adiacenza della collina che con la sua struttura ad anfiteatro abbraccia la residenza.
Nell’incisione di Giorgio Tesnière del 1711 possiamo ammirare il Castello di Rivoli, alle porte della Valle di Susa, come un elegante edificio abbellito da giardini e rivederlo in immagini della prima metà dell’800, dopo la riprogettazione di Juvarra, circondato dal suo panorama naturale e animato da scene di vita quotidiana.
Il complesso della Venaria Reale, la Versailles del Piemonte, con l’immensa citroniera, la fontana di Ercole, il tempio di Diana e il borgo, è forse l’opera architettonica di maggior vastità territoriale che intraprese il Ducato. Iniziata nel 1660 su disegni di Amedeo di Castellamonte fece da cornice alle nozze di Carlo Emanuele II con la sua seconda moglie Giovanna Battista di Savoia-Nemours. L’incisione a colori del 1682 su disegno di Giovanni Tommaso Borgonio mostra, con una veduta a volo d’uccello, la maestosità della Reggia pochi anni prima della sua devastazione ad opera degli eserciti francesi.
Analoga sorte hanno subito altri edifici, quali il Castello di Mirafiori e la residenza di caccia circondata dal Regio Parco, che le incisioni in rame ci presentano al momento del loro massimo splendore, circondati da giardini in cui spiccano ordinati geometrismi e fontane.
Concludono il percorso immagini che ci accompagnano nei dintorni della capitale sabauda: la Palazzina di Caccia di Stupinigi, fiore all’occhiello della concezione scenografica dell’architettura juvarriana, il Castello di Moncalieri che sovrasta la collina torinese con la sua austera figura e il Castello di Racconigi, ultima delizia ad essere stata abbandonata dai Savoia.
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Claudia Pernumian
mostra visitata il 22 ottobre 2001
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