Adam Chodzko è un artista londinese nato nel 1965. La mostra presentata da Franco Noero è la seconda personale italiana in questa galleria e si svolge contemporaneamente ad una seconda personale presso la Sandroni Gallery di Venice, in California. L’esposizione comprende un’installazione video e un’opera fotografica realizzata dall’artista a Torino.
Il video, inedito, s’intitola Limbo land e descrive il tempo della transizione, del percorso tra la vita e la morte. Le immagini sono accompagnate dai suoni provenienti da un registratore. Il limbo è lo stato di incertezza e confusa indeterminazione del momento che precede la morte dell’individuo, tra il regno della vita e del movimento e la stasi.
Better Scenery è invece il titolo dell’installazione fotografica, realizzata in collaborazione con l’azienda Italdesign – Giugiaro. Si tratta di un progetto articolato, composto da due quadri descrittivi posti in ambienti sociali tra loro completamente differenti: l’uno, quello di una foresta inglese, l’altro quello di uno spazio industriale dedicato alla ricerca nell’ambito del design automobilistico di lusso (Giugiaro). Nei due luoghi è posto un cartello che descrive il progetto e rimanda all’altro luogo, distante tanto fisicamente, quanto formalmente. Lo spettatore si trova al centro delle coordinate spazio temporali che descrivono il progetto, all’incrocio delle due vie, punto archimedico che dona senso all’azione.
Il centro della ricerca di Chodzko pare quindi essere soprattutto la ricerca di un nuovo “punto di fuga” in ogni immagine, ricerca, progetto artistico: questo nuovo punto prospettico s’identifica con il punto di vista dello spettatore, prima ancora che fisicamente, proprio nel senso della sua prospettiva personale sulla vita, la sua visione del mondo, il suo modo di vedere la vita. C’è una comunicazione possibile di questi punti di vista? La direzione in cui guardiamo al mondo, il modo in cui decidiamo di concepirlo, costruirlo e, infine, viverlo, è sempre frutto di una decisione specifica e personale e ogni descrizione dell’universo è frutto di una scelta. I lavori di Chodzko riportano a quei rari momenti di sospensione, ai momenti in cui ogni scelta è possibile e qualitativamente indifferente: il passaggio dalla vita alla morte, l’astrazione di spazio e tempo, una sorta di alienazione dell’individuo in se stesso in uno spazio-tempo trascendentale, da cui, intoccato e non coinvolto, può guardare il mondo.
Maria Cristina Strati
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