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fino al 13.X.2007 | Marco Porta / Giovanni Tamburelli | Torino, Galleria Carlina

di - 2 Ottobre 2007
La Galleria Carlina apre la stagione espositiva con due personali dal titolo unificante, Il Pensiero e la Forma.
La prima parte, il Pensiero, ben si attaglia al lavoro di Marco Porta (Casale Monferrato, Torino, 1956), la cui ricerca utilizza l’ibridazione dei linguaggi della scultura, del disegno e della pittura, che si muove intorno alla complessa problematica dell’anonimità del soggetto. Valgano come esempio le Fontane, teche di vetro che evidenziano l’impenetrabilità, lo scacco, il dolore della perdita. In questa realtà desolante, risulta indispensabile il ritorno all’originario, il recupero di una dimensione fenomenologica a misura d’uomo, nella quale sia possibile ritrovare un centro. In questo senso, assume un valore primario la scienza che, persa qualsiasi pretesa assolutizzante, diviene la saldatura indispensabile fra uomo e natura. Porta è un matematico: nella sua ricerca, la geometria ha un potere “formante”, una qualità intrinseca che collega razionale e organico, natura e spirito. Nello spazio della galleria, lo spettatore è posto a confronto con lavori scultorei di grande dimensione, una Fontana e alcune opere in bronzo. Il titolo della mostra, In una parola, sono già tre parole, evidenzia la parola come verbo originario, radice rivelativa del linguaggio. Per dirla con Benjamin, esprime l’identità dell’essere spirituale e dell’essere linguistico. La scultura omonima , in bronzo, presenta una stella a cinque punte. All’estremità di ognuna è posta una minuscola figura umana, che pare reggere il mondo ma altresì portarne il peso. Avvicinandosi, si constata che la stella è costituita da rami spinosi, a sottolineare una sorta di dolore cosmico. Le parole come parole è, infine, una sfera in bronzo, cava al suo interno, la cui superficie è costruita con pentagoni ed esagoni anch’essi vuoti, saldati l’uno all’altro da mani che suggeriscono l’idea di un legame ideale, ma sottolineano al contempo la difficoltà di “trovarsi”.

L’altra personale, quella di Giovanni Tamburelli (Torino, 1952), è compresa dalla seconda parte del titolo, la Forma. L’artista, definito “poeta e fabbro” per sottolineare la sua peculiarità di forgiare le opere infondendovi un afflato lirico, si caratterizza per un estro immaginifico che gli consente di creare una Wunderkammer in grado di sollecitare la percezione, introducendo lo spettatore in un mondo fantastico, lontano dalla quotidianità. I numerosi viaggi per il mondo, il contatto con le culture più diverse, tra esotismo e occidente, hanno dato origine a un mondo “favoloso”, una scenografia a cielo aperto, un regno di curiosità e maraviglia, in grado di accogliere continuamente nuove creature bizzarre. Colori e forme si palesano in una mescolanza fuori dagli schemi, che assembla dettagli e testimonianze di ogni cultura, alla ricerca di un senso, da costruire gradualmente. Rane, mosche, zanzare, pesci fanno parte della ricchezza dell’inconscio collettivo, dei suoi simboli, che esaltano l’irrazionalità, l’istintività, l’enigma. Tamburelli ha realizzato un Volario per lo spazio della galleria. Le pareti della sala sono letteralmente invase e “divorate” da creature che paiono animate, che si muovono assecondando i percorsi dell’immaginazione e che costringono lo spettatore a guardare più volte, per cogliere fino in fondo l’effetto sorpresa di questa creatività.

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tiziana conti
mostra visitata il 18 settembre 2007


dal 18 settembre al 13 ottobre 2007
Marco Porta / Giovanni Tamburelli – Il pensiero e la forma
Galleria Carlina
Piazza Carlo Emanuele II, 17/a – 10123 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 10.30-12.30 e 16.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0118173344; galleria.carlina@tiscali.it

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