Entrando nella nuova personale torinese che gli dedica
Marena Rooms, ci s’imbatte da subito in una serie di oggetti woodoo, fatti di
gessi “inventati”, di pezzi di bambole rosa e di autentiche ossa animali. C’è
chi sostiene che siano perfino umane e lo stesso artista, interrogato, parla di
un ossario meraviglioso, dalle sue parti, dove un tempo ci si poteva rifornire.
Il macabro impeto di queste sghignazzanti figure, dalle
bionde trecce e dalle carnose bocche ritagliate da riviste fashion, s’infrange
però sui loro nomi come una tragedia che finisce in farsa. Miss Italia ha la testa a forma di anca o di
omero; Miss Padania fa capolino come un fumetto di Tim Burton. Le altre Miss sembrano ammiccare a una
inesistente giuria, colte in preda a uno sciagurato edonismo, ignare della
propria marcescenza, un po’ come Goldie Hawn e Meryl Streep ne La morte ti
fa bella. Una
galleria di personaggi sospesi tra il mondo magico rituale primitivo, che dà
qualche brivido autentico, e l’atteggiamento cinico, goliardico e sardonico di
un Occidente disilluso.
L’arte sta prendendo coscienza dell’esistenza della rete e
anche Pivi le rende omaggio in una seconda sala dedicata ai mosaici che ritraggono
il Polpo Paul, Berlusconi, Valentino e Michael Jackson. Si tratta dei “ten most
visited”, delle notizie più cliccate e quindi delle icone decretate dal web nel
2010. In tal modo Pivi visualizza, ritrae e immortala a imperitura memoria (il
tono ironico è d’obbligo) le celebrity del momento, dando parola alla rete e
portando la schermata a interagire e sovrapporsi ai quei mosaici, che ormai
Pivi porta con sé come il segno particolare della sua carta d’identità
d’artista nato in quella che fu, per un breve momento della storia, la capitale
dell’Impero romano d’Occidente poi conquistata da Bisanzio.
Nella terza sala sono posti, infine, lavori più minuti,
meno celebrativi ma intensamente artigianali. Pivi appesantisce i ritratti che
trova sulle copertine dei settimanali, trasformando l’immagine di consumo in
frammentazioni ricomposte di pietre colorate. L’immagine sprofonda nel corpo
della rivista, che non si apre più e diventa come la tavola di legno di
un’icona bizantina. La storia antica della lavorazione delle pietre incontra la
storia moderna delle rotative e della fotografia digitale.
Pivi usa il mosaico come seducente strumento di rottura e
ricatalogazione delle immagini, in linea con la pratica dello sminuzzar pietre,
per poi rincollarle secondo l’ordine razionale offerto da un’immagine
riconoscibile. Quella degli attuali mass media.
Con Gianni Lillo a Firenze
nicola davide angerame
mostra visitata il 23 settembre 2010
dal 23 settembre al 13 novembre 2010
Leonardo
Pivi – Upload
a cura di Guido Curto
Marena Rooms Gallery
Via dei Mille,
38 (Borgo Nuovo) – 10123 Torino
Orario: da
martedì a venerdì ore 15.30-19.30; sabato ore 10-13 e 14.30-19.30
Ingresso
libero
Info: tel. +39
0118128101; fax +39 01119503904; info@marenaroomsgallery.com; www.marenaroomsgallery.com
[exibart]
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