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fino al 16.XI.2003 | Che cosa c’è dietro al kimono | Torino, Palazzo Barolo

di - 11 Novembre 2003

Si entra sorpresi, in questo palazzo barocco del centro storico di Torino, dopo aver percorso una delle principali vie del centro. E si scopre un addobbo di kimono strepitosi e di carpe di carta fluttuanti, ma in un allestimento leggero e armonioso che riesce ad essere talmente lieve e imprevisto da non risultare kitsch. Anima della mostra sono una collezione privata di kimono dei secoli XIX e XX e un’altra contemporanea, proveniente dalla città di Tokamachi (la città dei kimono per eccellenza, gemellata da 25 anni con Como, una delle capitali italiane del tessile).
E’ come entrare nella casa d’una geisha che si sia appena assentata: gli abiti nei salottini affrescati sono appesi alle pareti, silenziosi e vuoti, ma meravigliosi nei loro decori. Si passano stanze come stagioni, per seguire il tema delle “ventiquattro stagioni” della luna del millenario calendario contadino: dalla primavera, con tessuti dai rami fioriti a fare da pendant ai petali di zucchero rosa che coprono l’albero di ciliegio, all’estate con kimono ai fiori di giglio o con sagome di insetti, mentre in alto volteggiano aquiloni a pesce, fratelli dei pesciolini rossi veri, a terra, in bocce di vetro. L’autunno, con le scope in legno da befana, ha stoffe su cui sono stampati o ricamati crisantemi e vapori di nebbie o gli intrecci che fa nascere la brina, e poggia su un parterre di foglie rosse e gialle che scambiano l’interno con l’esterno. Il “fuori” infatti, nelle veci di un cortile chiuso che già si intravede dalle finestre, è occupato da un verde giardino del tè. L’inverno, con cumuli e refoli di neve sintetica, ha kimono da Capodanno in tinte sfumate, con motivi a rami di pino, fior di pruno e bamboo. A seguire, nella sezione più esemplificativa, tra ikebana e oggetti d’arredo, quelli nuziali, da bambini e per la festa, per imparare le 40 movenze con cui si indossa questo complicato capo vestimentario, per scoprire le cinture obi in un atelier giapponese o per capire le tecniche di lavorazione attraverso video e fotografie.
Più divertente ancora è il sottosuolo con una riproduzione mignon di una carrozza della metropolitana di Tokyo, con tanto di video, sonoro e maniglie a cui appendersi. Cose da far invidia a un’installazione d’autore. Di lì, partenza verso il caos quotidiano che attanaglia il Sol Levante: foto di appartamenti come affollate casette di Barbie, con l’ossessione dell’abito e dello status symbol occidentale, in contrasto con il futon della tradizione e il giardino zen, un cagnetto-robot a cui far le feste e che buono ubbidisce agli ordini, alcuni capi-spalla delle scombinate teenager nipponiche, tutte hello-kitty e dark look, un’ottima sezione di manga e di eroi cartacei e, colpo di scena!, un’esposizione molto didattica con tutti i cibi-reperti gastronomici dei department store, dai dolci-gioiello alle zuppe ipercaloriche dei lottatori di sumo, dal polpo essiccato agli snak preoccupanti di insetti fritti. Curiosa e simpatica l’offerta didattica tra seminari e conferenze, con argomenti che spaziano dal trucco della geisha alla cerimonia del tè, dalla carta Washi alla pittura a china, con molto spazio per i bambini e i loro disegni a tema, in una meravigliosa zona attrezzata.

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mostra vista il 2 novembre 2003


fino al 16.XI.03
Che cosa c’è dietro al KIMONO
Torino, Palazzo Barolo, via delle Orfane, 7
ideazione: Consolata Pralormo – con il patrocinio della Regione Piemonte, Città di Torino, Associazione della Moda Giapponese di Tokyo
Orario: 10-18 feriali, 10-19 sabato e domenica, giovedì 10-23
Biglietti: 7 € intero, 5 € ridotto, 3 € bambini fino 12 anni. Visite didattiche per scuole e per gruppi su prenotazione. Info 011.884870-8140981


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