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Fino al 17.III.2002 | Vittorio Amedeo Cignaroli – Un paesaggista alla corte dei Savoia | Torino, Palazzo Accorsi

di - 15 Gennaio 2002

Prima del XVIII secolo l’arte ebbe il preciso ruolo di raffigurare scene sacre, in linea con le richieste e con le esigenze della cristianità. Successivamente, grazie alla volontà dell’aristocrazia – per la quale era importante circondarsi di beltà ed armonia – la pittura di paesaggio diventò protagonista del panorama culturale del 1700. Vittorio Amedeo Cignaroli, nato a Torino nel 1730, primogenito di Scipione, compì una lunga e florida carriera, costellata di grandi riconoscimenti. Le sue tele, caratterizzate da una vasta gamma di toni verdi, bruni ed ocra, raffigurano quasi totalmente scorci ben lontani dalla vita umile delle masse: i soggetti richiesti all’epoca erano, infatti, paesaggi rigogliosi (quasi idilliaci) e frangenti appartenenti alla vita nobile quali battute di caccia o passeggiate tra la natura. A partire dal 1749 i suoi dipinti furono presenti a Palazzo Reale e presso le Residenze Sabaude di Venaria, Stupinigi e Moncalieri. Venne nominato da Vittorio Amedeo III pittore ufficiale di casa Savoia (“nostro pittore in paesaggi e boscarecce”) e considerato successivamente un artista molto in voga, “alla moda”. La sua produzione fu largamente utilizzata per ornare le ville fuori porta delle nobili famiglie piemontesi; le stesse erano caratterizzate, infatti, da vaste sale arricchite da paesaggi improntati ad un senso estetico delicato – opere a costituire sovrapporte o inserite in elaborate specchiere, quasi a rappresentare finestre su mondi ideali. La mostra curata da Alberto Cottino, oltre alle tele del Cignaroli, presenta un cospicuo numero di opere di autori veneti, napoletani e romani, consentendo una più ampia analisi del periodo. Sono altresì presenti diversi dipinti ad opera del padre e del figlio del Cignaroli stesso. Tra le opere di Vittorio Amedeo, la maggior parte delle quali inedite, da ricordare “Paesaggio con ponte” ed ancora le piccole tele “Paesaggio con capanna e donna che munge” e “Paesaggio con viandanti e costone roccioso”. Tra gli acquerelli, vere e proprie “gemme rare e trasparenti” tra i grandi oli su tela, si segnalano “Veduta di Agliè” di Giovanni Pietro Bagnetti e “Veduta del Castello di Caluso” nonché “Veduta della gola di Saorgio” (superbo acquerello monocromo), entrambi di Angelo Antonio Cignaroli (figlio di Vittorio Amedeo). Tra le “marine”, anch’esse emblema dell’arte settecentesca, da citare “Marina con pescatori” di Claude-Joseph Fernet e “La marina piccola a Sorrento” di Jacob Philipp Hackert. Dopo le mostre La Seduzione della Natura e I Fragili Lussi, l’esposizione dedicata a Vittorio Amedeo Cignaroli diviene il suggello del grande successo che l’attività della Fondazione Accorsi, a soli due anni dalla nascita dell’omonimo museo, ha ottenuto nell’ambito del panorama culturale nazionale.

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La Seduzione nella Natura. Natura morta in Piemonte nel ‘600 e ‘700, Torino, Fondazione Accorsi

Sonia Gallesio
mostra visitata il 13 gennaio 2002


Vittorio Amedeo Cignaroli – Un paesaggista alla corte dei Savoia e la sua epoca
Torino, Palazzo Accorsi, Via Po, 55. Tel +39 0118129116
Sito web: www.fondazioneaccorsi.it e-mail: accorsi@nethouse.it
Dal 1 dicembre 2001 al 17 marzo 2002.
Orari di visita: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00, giovedì dalle 10.00 alle 23.00, lunedì chiuso.
Ingresso: intero solo mostra € 6.20 ( L. 12.000); ridotto solo mostra € 5.20 (L. 10.000); intero mostra + museo € 7.75 (L. 15.000); ridotto mostra + museo € 6.20 (L. 12.000).
Catalogo: illustrato, edito da Omega Arte.
Accesso disabili: NO; servizi igienici: SI; lingue straniere: SI; audioguide: NO; bookshop: SI; bar: NO; tempo visita: 40 minuti.


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