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fino al 21.XI.2009 | Francesco Nonino | Torino, Weber & Weber

di - 19 Ottobre 2009
Per Francesco
Nonino
(Udine, 1960; vive a Bologna) la fotografia è un
medium d’indagine che si colloca tra “veridicità e illusionismo”, che scandaglia la realtà
penetrando nelle pieghe del tessuto esistenziale, per portare alla luce
frammenti di vita quotidiana.
Le
immagini riflettono e fanno riflettere sulle costellazioni mutevoli, anonimità,
ripetizione, abitudini, presentate senza ricorrere a espedienti tecnici, con
immediatezza, palesando stati implosivi che si celano sotto l’apparente
uniformità delle situazioni. Il ciclo fotografico Atmospheres, ad esempio, palesa lo
spaesamento, ponendo in relazione la grandezza delle formazioni nuvolose e il
paesaggio metropolitano, defilato, rimpicciolito.
Si
possono definire meditazioni fotografiche quelle che Nonino propone nel
progetto Habitat,
insinuandosi con occhio attento in alcuni “momenti” del paesaggio
metropolitano.
L’habitat
definisce una condizione esistenziale, la possibilità di recuperare un’opportuna
dimensione fenomenologica. Secondo il fotografo, esiste sempre uno scarto fra
l’oggetto reale e la percezione di esso: l’occhio indagatore penetra in questo
iato, per carpire dettagli di una mappa sempre provvisoria.

Con
tale metodica, i particolari più insignificanti, i luoghi più impersonali – in
questo caso la facciata di un edificio, un parco cittadino, un parcheggio – si
accendono di senso. Queste situazioni di ordinaria consuetudine vengono
rappresentate nella “cronofotografia”, un’immagine che consente di “vedere fenomeni molto
lenti in un singolo istante
”.
A una
prima osservazione si rileva una sorta di asetticità, di distanza, ma a uno
sguardo più attento si coglie un gioco sottile di visibile e invisibile. Emergono
allusioni, l’anonimia dei luoghi pubblici si accende di guizzi improvvisi, così
da mettere a fuoco frammenti d’identità, segni di vissuto. Sulla facciata della
casa – finestre tutte uguali, architettura insignificante – si “leggono”
particolari della storia di una persona anziana, modulata da gesti minimi, dal
suo rapportarsi con il mondo esterno.

Lo
spettatore è chiamato ad affinare la sua attitudine voyeuristica, a stabilire
un dialogo muto con la realtà rappresentata: il parcheggio si anima, il parco
torna a essere una pausa ricreativa nel fagocitante ritmo metropolitano. È come
se iniziasse un percorso di avvicinamento all’essenza dei luoghi, per appropriarsene
con consapevolezza.
Nonino
sembra suggerire che non esiste un modo neutro di vedere: l’obiettivo mette a
fuoco stati probabili, segnati al contempo da una disarmante semplicità e da
una complessità irriducibile.

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della mostra

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mostra visitata il 26 settembre 2009


dal 25 settembre al 21 novembre 2009
Francesco Nonino – Habitat
a cura di Luca Panaro
Weber & Weber Arte Moderna e
Contemporanea
Via San Tommaso, 7 (zona via Garibaldi) – 10122 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 01119500694; alberto.weber@libero.it

[exibart]


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