Categorie: torino

fino al 22.I.2005 | Jimmie Durham | Torino, Fraconsoffiantino Artecontemporanea

di - 20 Gennaio 2005

Purtroppo è durata pochi giorni l’installazione di Jimmie Durham (Arkansas, 1940. Vive a Berlino) all’esterno della galleria di Franco Soffiantino, a causa di qualche vandalo del quartiere che ha fatto temere per l’incolumità dell’opera. Un’Ape Piaggio che cedeva, schiantata, sotto il peso inesorabile di un enorme masso posto sulla zona di carico (Untitled, 2004). È questo forse il primo significato del titolo della mostra, Le ragioni della leggerezza: essa ha le sue ragioni, i suoi raziocini, il suo relativismo. Ma sicuramente non è così semplice. Le installazioni sui due piani della galleria -quello seminterrato è stato inaugurato proprio in occasione della personale dell’ex militante dell’American Indian Movement-, le fotografie, i disegni esprimono altresì la leggerezza del materiale povero, naturale, recuperato per esempio sul fiume Po, nei pressi di Palazzolo Vercellese nel novembre del 2004 e ancora poco prima dell’inaugurazione. Si tratta in gran parte di pietre, verde e rossa, granito lavanda e marmo bianco, che fra desolazioni inquinate e abbandono del territorio, costellano le rive del corso d’acqua. Sono sufficienti pochi elementi per andare a costituire composizioni fra due e tre dimensioni, insieme alle fotografie delle “performance”, specchi infranti, pannelli colpiti, tappeti impreziositi dal regno minerale (Decorative Stones for the Home, 2004), scrivanie oppresse da pesanti lastre (Black Shale on European Wood, 2004).

In realtà, il titolo della mostra è una citazione dalle Lezioni americane di Italo Calvino. Difendere le ragioni della leggerezza mostrando l’arroganza della pesantezza, come un contrappasso alla realtà. Ma anche in questo caso sarebbe forse troppo semplice, perché come ci ha insegnato Kundera, anche la leggerezza può essere “insostenibile”. Le pietre millenarie hanno una storia tenace, però la loro ottusità quasi tenera riporta a una sensazione quasi umana di condizionamento del tempo. Il curatore Roberto Pinto sviscera dunque l’ambiguità strutturale della poetica di Durham, il fatto di non proporre soluzioni e tesi, ma di gettare nello smarrimento affinché venga cercata la propria strada. Così aveva intitolato il workshop e la mostra di fine corso alla Fondazione Ratti rispettivamente Pietre scartate dal costruttore e Surely we will be confused. Ecco, forse lo snodo risiede appunto in quel “noi”. Non si tratta di una maieutica socratica, dove l’“allievo” impara grazie alla destabilizzazione delle sue idee preconcette da parte di un “maestro” in qualche modo onnisciente. Al contrario, il primo a mettersi in gioco è proprio Jimmie Durham, sia durante il corso che nell’ambito della mostra. Per ciò lascia ad esempio che sia il tragitto gravitazionale delle pietre a dipingere i suoi supporti. Indicando che proprio nella pesantezza della caduta si produce un effetto eminentemente lieve.

articoli correlati
Mostra a Como alla fine del Corso alla Fondazione Ratti

marco enrico giacomelli
mostra visitata il 15 dicembre 2004


Jimmie Durham – Le ragioni della leggerezza
A cura di Roberto Pinto
Fraconsoffiantino Artecontemporanea
Via Rossini, 23 – 10124 Torino
Orario: da martedì a sabato dalle 14 alle 19
Ingresso libero
Info: tel. 011-837743; fax 011-8134490; fsoffi@tin.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

M9 Contemporaneo: due mostre per inaugurare il nuovo programma dedicato al presente del museo di Mestre

Il museo M9 inaugura un nuovo programma dedicato al presente con due mostre: la personale di Michelangelo Penso e il…

18 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

Alla fine della fiera, TEFAF è la liturgia laica del mercato dell’arte

Quello che abbiamo visto a Maastricht, tra caravelle di corallo e altri capolavori. E quello che musei e collezionisti hanno…

17 Marzo 2026 17:58
  • Beni culturali

Sudan, una guerra dimenticata che svuota i musei e la loro memoria

Dopo la presa di Khartoum, il Museo Nazionale del Sudan è stato saccheggiato su larga scala. Colpite soprattutto le collezioni…

17 Marzo 2026 17:30
  • Mostre

Perdersi dentro al colore. La grande mostra di Mark Rothko a Firenze

Palazzo Strozzi accoglie la più ampia mostra italiana dedicata a Mark Rothko: un percorso cronologico attraverso 70 opere provenienti dai…

17 Marzo 2026 16:48
  • Musei

Una nuova oasi verde per il MAXXI di Roma: parte il progetto di Bas Smets

Partito il cantiere per la transizione green di piazza Alighiero Boetti del MAXXI di Roma, il progetto firmato dal paesaggista…

17 Marzo 2026 15:30
  • Arte moderna

Scoperto un dipinto inedito di El Greco in Vaticano: era nascosto sotto un falso

Un restauro ai Musei Vaticani ha riportato alla luce Il Redentore, opera autentica di El Greco rimasta per decenni occultata…

17 Marzo 2026 13:30