La rassegna Outside, curata da Guido Curto, è dedicata agli artisti italiani più interessanti dell’ultima generazione. Il ciclo prevede interventi site specific presentati in esterno, in grado di portare l’arte contemporanea al di fuori dei tradizionali spazi espositivi per costruire un dialogo con la città e i suoi abitanti. Ogni progetto intende sostenere un’idea antielitaria del fare artistico, proponendosi come un’esperienza fruibile da tutti, che, per rivelarsi, sceglie uno dei luoghi più affollati e centrali della città. Per questo appuntamento l’invito è rivolto a Loris Cecchini, (Milano, 1969) che presenta un’installazione costituita da due involucri trasparenti a forma di bolla. Questi, partendo dalle cornici interne delle finestre, sporgono in aggetto sulla facciata dell’edificio ottocentesco. Nelle ore notturne sono illuminati da una lenta intermittenza: la luce posta all’interno cambia di intensità, come una graduale pulsazione, e interagisce con le altre luci della città, rendendo la presenza dei gonfiabili ancora più straniante.
Il titolo del lavoro presentato, Blaublobbing, accosta il “blau”, il colore blu in tedesco, al verbo inglese “blobbing”, che indica il fare le bolle. Al di là del riferimento alla canzone Le Mille Bolle Blu, l’intervento nasconde un progetto complesso, che lega arte e architettura, modificando l’estetica del palazzo. La classicità della costruzione viene così contaminata da una sorta di virus artificiale, mentre il visitatore si trova ad affrontare una percezione distorta della realtà, e viene condotto in un mondo sospeso, nei territori della poesia e dell’immaginazione.
La ricerca artistica di Cecchini è da sempre legata all’esperienza dello spazio e verte su installazioni ambientali di matrice architettonica. Il cui effetto è quello di decostruire l’ambiente, facendo implodere la rigida ortogonalità dello spazio.
articoli correlati
Torino fever
Toscana, quattordici artisti in uno studio. A Pistoia
Hot Trentino
Bambini nel tempo. L’infanzia e l’arte
Z.A.T. Zone Artistiche Temporanee
karin gavassa
mostra visitata il 6 novembre 2004
Fino al prossimo 25 aprile, presso Palazzetto Tito, la mostra “Forme d’argilla” ricostruisce cento anni di produzione in ceramica in…
Dal 6 all'8 maggio, un programma multidisciplinare rievoca lo storico approdo dei Paesi Baschi alla Biennale del 1976: un ponte…
Palazzo Citterio, fino al 26 aprile, ospita una mostra che trasforma il dramma del Mar d'Aral in progetto di futuro:…
La parola dei Vangeli diventa esperienza teatrale: Gabriele Vacis porta in scena uno spettacolo di grande intensità e attualità, dalla…
La maxi fiera annuncia “Basel Exclusive”: a Basilea, a giugno, alcune opere importanti saranno svelate solo il primo giorno di…
Il World Press Photo 2026 annuncia i vincitori: immagini che raccontano conflitti globali ma anche storie di resistenza, tra New…
Visualizza commenti
ma dove sono le immagini???? non si vede niente!!! non vorrete che mi legga il testo x capirci qualcosa della mostra....dateci le immagini...belle...grandi...significative....
grazie da Jo