La tecnica artigianale del ricamo ritorna negli spazi della galleria Carbone.to a due anni dall’ultima personale di Maurizio Vetrugno (Torino, 1957). Allora l’artista torinese, che vive tra il capoluogo sabaudo e Bali, aveva presentato arazzi che riproducevano copertine di LP dagli anni ’50 agli anni ’70. E oggi? Tre installazioni a muro con titoli che si rifanno al mondo della moda e ad una personalità dell’arte che lo ha da sempre influenzato: Andy Warhol.
Istantanee di viaggio, che acquistano dignità di opere d’arte anche grazie all’utilizzo di ago e filo; occupano la parete della prima sala e sono appoggiate ad una tappezzeria grigia trapuntata dalle opalescenze cangianti. Questo raffinato reportage sul Marocco non poteva che portare il titolo di Chambre Yves Saint Laurent, riferendosi al famoso stilista, noto estimatore del paese magrebino. Nei quadretti appaiono non soltanto vedute goderecce e vacanziere, ma anche spaccati di vita quotidiana.
A fare da contraltare ai colori africani, caldi e vividi, tre ritratti di donne-dive d’altri tempi fanno capolino nella seconda sala. Le pose plastiche e gli sfondi cinematografici sono resi ancor più irraggiungibili dalla tecnica, che coglie anche le più sottili sfumature e che riesce a conferire alla tela un lirismo inaspettato. Questi quadri, lontani dai freddi filtraggi dell’immagine fotografica, sono un’immersione nello spazio della finzione, affatto dissimulato dalle specificità intrinseche al mezzo.
Sulla parete opposta, iconografie floreali e geometriche, dai colori decisi e artificiosi, apparentemente mediate dalla grafica bitmap, s’ispirano –ecco che ritorna la tematica fashion- ad importanti foulard di marca.
Il drappo grigio con i suoi intarsi e le sue ermetiche scritture, è uno sfondo neutro che pare preso in prestito dalle quinte teatrali. Per presentare uno spettacolo tanto eterogeneo quanto ricco di riferimenti.
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