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fino al 24.IV.2005 | Candice Breitz – Mother+Father | Rivoli (to), Castello di Rivoli

di - 11 Aprile 2005

Quante volte i più noti attori di Hollywood si sono trovati a rivestire i panni di un padre o di una madre nella finzione di un film. E a dover interpretare le diverse sfumature di un ruolo che, dai toni della commedia come possono essere quelli de Il padre della sposa, scivola nel dramma più sofferto di un Kramer contro Kramer. Interpretazioni che ora acquistano nuova vita e significato nella doppia videoinstallazione Mother+Father della giovane sudafricana Candice Breitz (Johannesburg, 1972). Da sempre attenta ai linguaggi della cultura di massa, propone nell’ambito della rassegna “Nuove Generazioni” a cura di Marcella Beccaria, questo lavoro realizzato appositamente per il Castello di Rivoli.
Madri con i volti di Faye Dunaway, Susan Sarandon,  Meryl Streep, Diane Keaton, Julia Roberts, Shirley MacLaine. E Padri che hanno i lineamenti di Tony Danza, Dustin Hoffman, Harvey Keitel, Steve Martin, Donald Sutherland e Jon Voight occhieggiano dagli schermi al plasma, confinati in due stanze distinte del castello. Sembrano dare luogo ad una sorta di terapia di gruppo per uomini e donne reduci da una separazione, dove l’oggetto del contendere è quasi sempre rappresentato dal figlio/figlia. La sensazione è quella di assistere ad un autentico sfogo. Ad un tumulto di sentimenti in eruzione che necessitano di essere esternati. E tutto questo dal vivo, come se gli attori fossero proprio lì in carne e ossa. Da una parte il gruppo delle Madri, dove più chiaramente emerge la disponibilità al confronto collettivo, al dialogo, alla messa a nudo d’esperienze affettive perlopiù comuni. Dall’altra quello dei Padri, per i quali prevale, invece, la dimensione privata e appartata, ideale per un colloquio a tu per tu con un ipotetico interlocutore. Ma in realtà, quello che avviene è frutto della manipolazione operata dalla Breitz. Che dai filmati originali estrapola solo le scene utili alla costruzione del suo personalissimo discorso narrativo. Fatto di tagli e successivi montaggi in modo da concentrare tutta l’attenzione sui gesti e sulle parole dei personaggi. Un’operazione di astrazione e di essenzializzazione. Ottenuta attraverso la rielaborazione digitale di singoli fotogrammi che, oscurati e privati dell’originale contesto, lasciano affiorare solo i volti degli attori presi in esame, mostrandone la “nuova” recitazione. Tutto ciò con il fine di allontanare ogni distrazione rivolta alla storia di riferimento. Per ricavarne, invece, dei modelli emotivi di comportamento in cui riconoscersi, al di là di ogni sovrastruttura cinematografica.

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Candice Breitz alla Galleria Continua

claudia giraud
mostra visitata il 6 marzo 2005


Candice Breitz – Mother+Father – Rivoli, Castello di Rivoli, piazza Mafalda di Savoia – Orario di visita: da martedì a giovedì 10,00-17,00; da venerdì a domenica 10,00-21,00; chiuso lunedì – Ingresso: intero: € 6,50; ridotto: € 4,50 – Visite gratuite guidate alla mostra sabato ore 15,30 e ore 18,00; domenica e festivi ore 11,00; 15,00 e 18,00
Visita dedicata alla storia e all’architettura del Castello di Rivoli domenica ore 16,30 – Sabato, domenica e nei giorni festivi è possibile raggiungere il Castello di Rivoli con un servizio di navette che partono da piazza Castello, Torino
Per informazioni: tel: 011/9565280; www.castellodirivoli.org – A cura di Marcella Beccaria


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Visualizza commenti

  • uno squallore.
    povero castello, è veramente alla frutta, non c'è uno straccio di idea. d'altronde, con chi ci lavora...

  • Qui non è il video il problema. Stronzatine del genere le puoi realizzare con il mezzo che più ti piace, ma alla fine puzzano sempre di merda.

  • Mah, sarò malato o arretrato ma 'ste cose
    le trovo banali e noiose.
    Questa videoarte è ormai un pò tutta uguale:
    c'è questo continuo riferirsi a situazioni intime ma essenzializzate, slegate da ogni contesto perché indagate superficialmente e
    l'impressione è di trovarsi di fronte a trovatine superficiali da
    manierismo esistenziale,
    l'esistenzialismo come filosofia da bar
    alla portata di tutti

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