Il Salone del Gusto di Torino è un appuntamento che Slow Food connota con una filosofia del cibo che è soprattutto un approccio alla vita. Dal 1986, l’associazione ha fatto grandi passi in avanti e ciò si è palesato nel convegno internazionale Terra Madre, svoltosi in contemporanea al Salone. Attitudine glocal anche al Salone del Gusto, specie nel settore dedicato ai produttori internazionali. Quatariani che affollavano lo stand di Genova04 per la celebre focaccia erano il contrappunto dei monaci tibetani che scattavano foto al proprio formaggio di yak, mentre i baschi presentavano un portfolio dei loro curiosi maialini allo stato brado.
In questo contesto, l’arte e il design entravano in maniera naturale. Con la sua attitudine critica, la riflessione estetica stimola una visione critica del mondo. Così, sotto il titolo di Food Design 3, due iniziative si sono sviluppate all’interno e al’esterno del Salone. Il cibo come materia per i designer, il cibo come linguaggio per gli artisti invitati alla collettiva A pranzo con Babette. Fra questi ultimi, Sergio Barboni ha costruito una barricata di sacchi di riso, di contro alla minimal mela nera Honduras di Saverio Todaro. Il titolo della mostra, ripreso dalla pellicola di Gabriel Axan a partire dal racconto di Karen Blixen, ha stimolato Matilde Domestico, che ha proposto Fine del pranzo di Babette, assemblage composto da stoviglie; Maura Banfo ha apparecchiato la tavola con fotografie “rubate” in un luogo simbolico per la storia torinese. Doppio riferimento alla dolcezza del glucosio nella tipica figura filiforme alla liquirizia impiantata nello zucchero per Alex Pinna, mentre in Home Sweet Home, Nicola Bolla ha adagiato un diabetico su una tonnellata di zucchero.
Ha un tono più sommesso la rassegna allestita all’interno del Salone. Qui si sono cimentati una trentina di designer con soluzioni spesso ironiche e low cost. Rosa & Supra Design hanno progettato un lampadario di banane, Biancalani & Bod’a proponevano grissini “prensili” per far scarpetta senza mollica, Merlotti & Negrillo facilitavano l’arduo compito di girare il caffé proponendo cucchiaini ad hoc, Ciboh & Civico 13 pensavano a ciupa-ciups al Martini. Per i più piccoli, il Gruppo Ghigos ha disegnato il cono per gelato sbrodoliNO mentre, sempre sul fronte dell’infanzia non necessariamente anagrafica, Balbo+Signori hanno pensato a un biscotto da zuppa al latte che galleggia come uno squalo spielberghiano. Se infine ci si volesse concedere anche un’uscita dalle mure domestiche, come non indossare i Glucogioielli di Uau & Uderzo?
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Molto originale il titolo di questo articolo! Chissà quanto tempo direttore e redattore ci hanno pensato prima di partorirlo!
Per scrivere il commento 3 secondi...Non molto! Temo che si sia perso meno tempo a partorirlo...
Molto interessante il commento a questo articolo! Chissà quanto tempo il lettore ha sottratto alle sue innumerevoli attività intellettuali prima di partorirlo!
Sei originale tu a scrivere una cosa del genere, invece...
La tua storia musicale e' un insulto all'arte e all'impegno politico ; perke' non vai a lavorare direttamente nella polizia ? visto che sei gia' nella B.M.G.
Il singolo che ammicca a memo remigi " spaghetti , insalatina e una tazzina di caffe' " che provi a cantare con quella voce rubata a mina ! Ma mina e' ancora viva , per fortuna !
Per lo meno nei 99 posse non ci si faceva caso... adesso si !