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Fino al 26.VIII.2001 | Musei per un nuovo millenio. Idee, progetti, edifici | Rivoli, Castello

di - 15 Giugno 2001

Il castello di Rivoli apre le sue sale all’architettura ospitando i progetti per venticinque musei d’arte contemporanei (dalla metà degli anni Ottanta a oggi) in gran parte realizzati. Venticinque architetture progettate da venticinque architetti, ognuno presente con un solo emblematico lavoro: una carrellata di edifici nuovi con rari casi di ampliamenti o recuperi. Le collocazioni sono generalmente urbane, divise quasi a metà tra Europa e America (nessuna in Italia): musei come gesti decisi, impronta forte dell’architetto, “opere d’arte che accolgono altre opere d’arte” nella definizione di Vittorio Magnago Lampugnani, curatore con Angeli Sachs della mostra, progettata dal Art Centre di Basilea con il coordinamento di Suzanne Graub. Edifici museali che sono luoghi di sperimentazione “nel quale le concezioni dell’architettura vengono realizzate nella forma più pura”, con scelte formali innovative ed escursioni in nuovi terreni di ricerca architettonica. L’architettura sovrasta l’arte che ospita, attira visitatori “con un concetto dell’arte intesa come entertainment, che si pone in contrasto con quello dell’arte intesa come conoscenza”: clamoroso il caso di Bilbao. Idea contestata dagli artisti: già nel 1984 Lüpertz rivendicava per i musei un’architettura che avesse “la grandezza di giocare un ruolo di maggior complicità con l’arte”, pensando all’infilata di sale del museo ottocentesco con la luce diffusa che piove dai lucernari. L’odierno atteggiamento di realizzare opere di grande impatto nasce indubbiamente dalle richieste della committenza, dalla volontà di creare luoghi di attrazione, dai grandi budget a disposizione. I musei presentati impongono la loro presenza confrontandosi con la città storica: il Carré d’art di Foster guarda con i suoi esili pilastrini il colonnato corinzio del tempio romano di Nîmes; Siza e Libeskind scompongono i loro volumi nella medievale Santiago de Compostela e nella Berlino ottocentesca; altre opere propongono un approccio più astratto, come il parallelepipedo di vetro opalino della Kunsthaus a Bregenz di Zumthor. L’unico recupero lo raccontano i grafismi di Herzog e De Meuron nella centrale elettrica dismessa per la Tate Modern londinese. Il confronto con il paesaggio fuori le mura cittadine è presente con i volumi che Baldeweg spalma sul terreno per accogliere la copia della grotta di Altamira nel Museo de Las Cuevas a Santillana del Mar. Molto presente e vario il dialogo con la luce: tagli, feritoie, schermi trasparenti e opalini, ma anche illuminazioni notturne a smaterializzare volumi o a trasformare edifici in segnali.
Elemento di grande interesse della mostra, la presenza di un gran numero di modelli, aiuto alla lettura indispensabile per molte opere, soprattutto per i non architetti.


Link ipertestuali
Nuove sale espositive al Museo Egizio di Torino
“Tutti i musei sono monumenti: questo non lo è” ha detto Odile Decq vincitore del concorso per il recupero degli spazi dell’ex Fabbrica Peroni per la Galleria Civica di Roma


Luca Barello




Musei per un nuovo millennio. Idee, progetti, edifici Rivoli (Torino), Castello di Rivoli – Museo d’arte contemporanea, Piazza Mafalda di Savoia, tel. 011 956 52 80; website:www.castellodirivoli.torino.it e-mail: info@castellodirivoli.torino.it
Dal 30.V.2001 al 26.VIII.2001.
Orario di visita della mostra: da martedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 17, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19, il primo e il terzo sabato del mese dalle ore 10 alle ore 22, lunedì chiuso.
Ingresso: Lire 12.000 intero, Lire 8.000 ridotto.
Catalogo: a cura di Vittorio Magnago Lampugnani, e Angeli Sachs, Prestel Verlag, Monaco.
Accesso ai disabili
Visite guidate: gratuite: sabato ore 15,30, domenica e giorni festivi ore 11,00- 15,30-17,00
Navette da Torino, piazza Castello e Porta Nuova: sabato ore 14, 15- 16,00; primo e terzo sabato del mese anche ore 18,15, domenica e festivi ore 9,15- 10,45- 14,40- 16,15


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