Categorie: torino

fino al 28.II.2005 | Gal Weinstein | Torino, Ermanno Tedeschi Gallery

di - 16 Febbraio 2005

Ad accogliere il visitatore in questa personale di Gal Weinstein -la prima di una serie di mostre che la galleria dedicherà a giovani artisti israeliani- troviamo un’enorme scultura-installazione in polistirolo, gesso e acrilico, che occupa circa metà dello spazio espositivo. Vi è rappresentato un giocatore di golf al disopra di un terreno del quale possiamo osservare la sezione trasversale, e quindi i differenti strati geologici di cui è costituito. Un lavoro enigmatico e certamente “d’effetto” per chi si trovi a passare davanti alla vetrina della galleria, in una via del centro storico torinese.
Più intima l’atmosfera che si respira oltrepassando quest’opera e trovandosi di fronte ad una serie di dieci quadri -otto di medie e due di grandi dimensioni- raffiguranti animali in primo piano o a figura intera. A prima vista sembrerebbero realizzati in carboncino, ma ad uno sguardo ravvicinato rivelano di essere formati dall’aggregarsi con densità più o meno maggiore di una sottile peluria. Weinstein opera infatti passando una spugna di alluminio su una superficie bi-adesiva; ne risulta una figurazione fortemente realistica, tanto per il virtuosismo tecnico quanto per il materiale adoperato, che trasmette l’illusione di potere accarezzare il vello degli animali.
Nell’antico Israele, come è noto, vigeva un rigoroso divieto di plasmare immagini d’uomini o altre creature, fondato sul primo dei comandamenti consegnati a Mosé nella teofania sul monte Sinai. Eppure l’intera storia di questo popolo, dall’episodio del vitello d’oro narrato nel libro dell’Esodo, alla tormentata genesi delle composizioni sacre di Arnold Shoenberg, sembra attraversata dalla tensione fra il tentativo paradossale di esprimere l’inesprimibile -anche a costo di un depauperamento del significato- e la scelta deliberata di tacere del tutto, dettata dal timore verso una prescrizione divina o dalla consapevolezza di un’effettiva impossibilità di superare la contraddizione.
Certo quella di Weinstein è un’arte che nasce in un Israele che è ormai uno Stato prevalentemente laico, ma uno Stato pur sempre tormentato da guerre e conflitti di matrice religiosa.
Così questa serie di lavori sembra voler restituire l’innocenza riconosciuta al regno animale dal pensiero occidentale, fortemente radicato –nonostante la secolarizzazione e il neospiritualismo dell’epoca moderna e contemporanea- nella cultura biblica. Già l’espressionista Franz Marc aveva risposto agli orrori della guerra ponendo al centro della sua pittura il tema del regno animale. Se però i toni idilliaci dei lavori di Marc testimoniano un desiderio di fuga dal reale e il ripiegamento in uno spiritualismo panteista, i quadri di Weinstein s’inscrivono in una poetica da sempre attenta al tema della manipolazione nel rapporto fra uomo e natura. Si assiste così alla trasposizione, sul piano estetico, di un’idea di ascendenza biblica continuamente riaffiorante nella storia dell’Occidente, dal Rinascimento alla nostra era biotech. Quella dell’uomo come vertice e coronamento della creazione, unica creatura chiamata dal creatore a imporre il nome ad ogni essere vivente, ovvero a esercitare su di lui la propria signoria.
Un privilegio, ma anche una tremenda responsabilità, capace di condurre l’uomo e l’intera natura verso la distruzione definitiva. Ma gli animali di Weinstein sembrano alludere a una sorta di clonazione buona. Capace di creare la vita, a partire proprio da un materiale inorganico e industriale come l’alluminio.

luca vona


Gal Weinstein
a cura di Guido Curto, Netta Eschel, Michal Neuman Even
Ermanno Tedeschi Gallery
Via Carlo Ignazio Giulio 6
Tel 0114369917 da martedì a sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20 o su appuntamento
www.etgallery.it  , info@etgallery.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Danza

NDT 2, tre visioni della danza contemporanea a Modena, tra tensione e humour

L’NDT 2 entusiasma il pubblico del Teatro Comunale di Modena con un trittico firmato da Marcos Morau, Marco Goecke e…

7 Febbraio 2026 14:30
  • Premi

Il Premio ANGAMC 2026 va a Emilio Mazzoli, fondatore di Galleria Mazzoli

L’ANGAMC (Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea) ha attribuito il premio alla carriera 2026 a Emilio Mazzoli, riconoscendo così…

7 Febbraio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Antifascism: Now. Arte e pratiche antifasciste nel mondo di oggi, a partire da Monaco

Negli spazi di Lothringer 13 Halle di Monaco prende avvio una rassegna transnazionale che indaga l’antifascismo come pratica culturale viva…

7 Febbraio 2026 13:10
  • Arte contemporanea

Bologna Art Week 2026: le mostre e gli appuntamenti di oggi, in giro per gallerie

Penultimo giorno di Arte Fiera: oggi ne approfittiamo per un lungo giro in città, alla scoperta delle mostre, delle performance…

7 Febbraio 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Artinmove Weeks: a Napoli il nuovo festival tra ricerca, formazione e videoarte

Napoli ospita Artinmove Weeks – Reverse Angle, prima edizione del festival diffuso dedicato a cinema sperimentale, videoarte e media time-based,…

7 Febbraio 2026 10:33
  • Arte contemporanea

Arte Fiera 2026, assegnati i premi: una fotografia del sistema dell’arte italiano

Annunciati i sette premi e le acquisizioni di Arte Fiera 2026, la prima edizione diretta da Davide Ferri: una mappa…

7 Febbraio 2026 10:03