Su
questo ha riflettuto Kateřina Šedá (Brno,
1977; vive a Brno e Praga), attraverso la modalità del coinvolgimento. La
mostra infatti la “fanno” gli abitanti di Nošovice, cittadina ceca stravolta nel 2005 dalla costruzione di una
fabbrica Hyundai: un complesso posticcio che ha costretto i luoghi preesistenti
a “riorganizzarsi” intorno al nuovo insediamento produttivo.
Ai
cittadini di questa ex zona rurale, emblema di un’integrazione malriuscita, l’artista
ha chiesto di disegnare o ricamare la topografia originaria su tovaglie forate
al centro e adagiate su diversi tavoli, selezionati con un’operazione vintage. Esemplificando
nella forma rotonda un irrisolto cortocircuito, le tovaglie richiamano sia il
tradizionale artigianato locale (in contrapposizione al modello industriale), sia
l’ambito privato, su cui la nascita dello stabilimento ha inciso profondamente,
provocando, oltre allo sconvolgimento urbanistico, una serie di complicazioni
sociali, dato che anche il più semplice degli spostamenti è diventato un autentico
periplo.
Circondata
da alti muri in cemento, l’enclave della multinazionale coreana si presta a
un’ulteriore presa di coscienza sulla labilità della memoria, testimoniata
dalla differenza tra descrizioni dettagliate e ampie zone di tessuto lasciate
bianche, segno di un ricordo affievolitosi in un breve volgere di anni. Ma le
sollecitazioni non sono finite, poiché lo spettatore può sdraiarsi sul
pavimento per “esplorare” le mappe nascoste sotto i tavoli, replicando idealmente
il gesto dei meccanici e degli operai che scivolano sotto le auto.
Frutto
di un’analoga partecipazione collettiva è pure Mirror Hill, progetto nato in un quartiere periferico di Budapest,
dove ciascun residente ha semplicemente ritratto ciò che vedeva oltre la porta
di casa: la “sfida” – con tanto di premio finale – consisteva nel riconoscere
il maggior numero di posti possibile, riconducendoli all’autore del disegno. Un
gioco che, al di là delle sorprese riservate da matite talentuose, esortava a
cementare il concetto di comunità e a gettare uno sguardo meno superficiale ai contesti
del quotidiano. Come a dire: c’è muro e muro…
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Con
Enzo Umbaca da Soffiantino nel 2005
anita pepe
mostra
visitata il 13 novembre 2010
dal 6 novembre 2010 al 29 gennaio 2011
Kateřina Šedá –Mirror Hill/No
Light
Franco Soffiantino Arte Contemporanea
Via Rossini, 23 (zona Palazzo Nuovo) – 10124 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 11-19; giovedì ore 14-22
Ingresso libero
Info: tel. +39 011837743; fax +39 0118134490; fsoffi@tin.it;
www.francosoffiantino.it
[exibart]
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Le mostre alla Soffiantino sono sempre molto interessanti!