Sono tutte di quest’anno le fotografie di Laura Viale esposte fino al 30 marzo alla Galleria Carbone, che ha anche curato un bel catalogo dell’artista torinese con testi di Alessandra Galletta e Ugo Castagnotto.
L’artista trentaquattrenne ha già ottenuto un notevole successo, anche internazionale. Le sue opere si trovano nelle collezioni della Goldman Sachs Bank, della British Airways, della Merrill Lynch Bank e un suo lavoro campeggia nell’abside della cappella progettata da Sottsass per l’Aeroporto Malpensa 2000.
Questo mese l’artista offre un doppio appuntamento. Una sua personale è infatti in corso a Milano presso la Galleria Giancarla Zanutti, contemporaneamente a quella torinese.
Non è un rapporto nuovo, quello tra l’artista e la Galleria Carbone, che aveva già ospitato due sue personali (If You Lived Here You’d Be Home by Now, del 1997 e L.M.F. del 1999).
Il bianco assoluto della galleria lascia rimbalzare i colori incontenibili di Laura Viale.
Si rimane abbagliati di fronte alle sue fotografie, anzi di primo acchito quasi fisicamente infastiditi. Le tonalità psichedeliche e le inquadrature ravvicinate spingono il visitatore ad una sollecitazione continua delle proprie capacità percettive.
E’ un impatto forte. Dodici stampe fotografiche di grandi dimensioni (fino a 125 x 175 cm) ripropongono particolari ingranditi di volti: sguardi, nasi e bocche assorbiti da luci artificiali colorate.
La cifra stilistica che più colpisce è proprio lo spettacolare viraggio che Laura Viale ottiene illuminando il suo soggetto con luci colorate, mutandone i colori naturali al momento dello scatto fotografico.
Non si tratta infatti di interventi sull’immagine o successive rielaborazioni: l’artista ci offre la sua particolare visone di un dettaglio, studiandone un set, è vero, ma senza trucchi.
In questi volti, come già nei suoi paesaggi, Laura Viale pone lo spettatore di fronte al dubbio: realtà o artificio?
Perché sulle vibrazioni di questi colori s’intersecano natura e finzione, verità e bugia ma anche perché, in definitiva, nei lavori di Laura Viale l’uno non esclude mai l’altro.
I soggetti non sono naturali, nel senso che non rispecchiano il nostro modo abituale di vedere le cose. Ma al contempo non sono irreali: sono persone e cose, o meglio dettagli, che potrebbe capitare a tutti di vedere sotto luci diverse dal solito.
Si prosegue nella mostra, ed ecco che colpiscono i Fiori, rosso su turchese e i Fiori, rosso su verde. Il colore sembra quasi sostituirsi al soggetto.
Si esce dalle sale e inevitabilmente si guarda alla città in modo diverso, cercando di cogliere sfumature insolite.
Forse è proprio questo che Viale ci induce a fare: abbandonare la cieca fiducia nel nostro sguardo, nella nostra visione delle cose che da sempre abbiamo imparato a considerare reale.
link correlati
www.carbone.to
Elena Cigliutti
mostra visitata il 2 marzo 2002
Fino al 23 novembre 2026, la mostra “Helter Skelter”, mette in relazione nelle sale di Ca’ Corner della Regina le…
Dal mosaico di cartoline della Spagna alle vibrazioni sonore della Polonia, passando per le performance estreme dell'Austria, un viaggio tra…
La nuova mostra di Galleria Borghese propone un dispositivo critico capace di interrogare i concetti di autorialità, memoria collezionistica e…
Sciopero e proteste attraversano la Biennale Arte 2026 di Venezia: chiusi temporaneamente il bookshop e diversi padiglioni ai Giardini, mentre…
Alla Fondazione Morra Greco, Soraya Checola e Luigi Manzi registrano le risonanze del tufo napoletano per tradurne le frequenze in…
Una mostra fotografica e un festival reggae trasformano il palatenda di Pofi in uno spazio condiviso, dove arte, musica e…
Visualizza commenti
non c'èccheddire, è davvero brava questa fotografa.