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fino al 31.V.2009 | Egitto | Venaria Reale (to), Reggia

di - 20 Aprile 2009
Le città di Canopo ed Heracleion, parte del porto di Alessandria. Siti documentati nella storia, distrutti da fenomeni naturali e sommersi in fondo al mare. Riappaiono nelle sculture e negli oggetti ritrovati durante le spedizioni fortemente volute dall’eclettico Frank Goddio. E per amplificare l’evento e organizzare il prezioso materiale ritrovato è stato arruolato un virtuoso delle scenografie teatrali, un mago dell’allestimento: lo statunitense Robert Wilson.
A sua disposizione uno spazio notevole: i 5mila metri quadrati delle scuderie juvarriane, una “difficile” pianta rettangolare che si estende per 140 metri di lunghezza e 15 di larghezza. Anche l’altezza delle volte raggiunge i 15 metri. Obiettivo: ideare un percorso obbligato che ponesse lo spettatore nelle condizioni più favorevoli per osservare le opere, stabilendo un contatto con la storia dei reperti e al tempo stesso con la magia del ritrovamento sui fondali marini.
Si diventa così protagonisti della scoperta: ci s’immerge in un lungo tunnel buio, la cui uscita è schermata per favorire l’effetto-sorpresa, espediente che Wilson utilizza continuamente. Dal buio si emerge in atmosfere in cui la luce è calibrata minuziosamente, a ricreare i riverberi e il nulla attutito della pressione dell’oceano.
In ogni ambiente, la musica di Laurie Anderson ricrea la suggestione. Dalla contemplazione e dalla luce della grande stele di Tolomeo di Heracleion, ci s’inoltra nella foresta sommersa dove le statue alte sei metri di un dio della fertilità e di una regina tolemaica in pietra nera troneggiano, fra altre steli e sculture, in un’atmosfera misteriosa e soave. Tra i flutti, suoni magici come un canto di sirene. Oltre una nuova porta, un parallelepipedo maestoso invade lo spazio, un alveare colmo di meraviglie: gioielli, monete, monili in miniatura delle principali divinità, Iside e Osiride, e spesso Khonsu con il suo disco lunare.
Dopo aver osservato le teche illuminate nell’oscurità, appaiono nell’ambiente adiacente varie tipologie di sfingi, esposte dietro una sottile rete, a favorire una barriera che – opportunamente illuminata – crea l’effetto dei reperti apparsi sul fondo del mare. Lo stesso escamotage si ripete nelle due sale successive, quella delle trasparenze e quella delle onde, dove gli espositori sono curvilinei e posti senza un ordine apparente. Si osservano i più svariati utensili curiosamente decorati e la musica si arricchisce dei suoni di antichi artigiani che forgiano e temprano sulla roccia il metallo, ottenendo mortai in granito, elmi, bracieri e una moltitudine di altri oggetti in bronzo.
Che si continuano a scoprire anche ai lati del corridoio successivo, in piccoli e bassi oblò sfalsati, totalmente inabissati nelle tenebre. Ospitano ora oggetti in miniatura, ora colonne granitiche e cardini bronzei. Di grande effetto e fascino, anche se qualche oggettiva difficoltà emerge nella lettura delle pur interessanti didascalie.

Il lungo viaggio si conclude con la stupefacente scultura di Arsinoe II, moglie e sorella di Tolomeo II, morbida e sensuale nel suo drappeggio bagnato, molto più greco che egiziano (la mostra pone spesso in evidenza la sovrapposizione fra le due culture). Divina come Afrodite, sotto i sapienti faretti di Wilson.

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mostra visitata il 25 marzo 2009


dal 6 febbraio al 31 maggio 2009
Egitto. Tesori sommersi
a cura di Frank Goddio
Reggia di Venaria Reale
Piazza della Repubblica, 4 – 10078 Venaria Reale (TO)
Orario: da martedì a venerdì ore 10-18.30; sabato ore 9-23; domenica ore 9-20
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7
Info: tel./fax +39 0114593675; posta@reggiavenariareale.it; www.lavenariareale.it

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