Categorie: torino

fino al 31.VII.2010 | Annika Ström | Torino, Sonia Rosso

di - 2 Aprile 2010

La ricerca di Annika Ström (Helsingborg, 1964; vive a
Berlino) si esprime attraverso diversi media – il video, il disegno, il
dipinto, la canzone – con un interesse precipuo per “le prospettive storiche
e temporali
”. Il leitmotiv
del suo lavoro è lo stato di conflittualità permanente che caratterizza la
vita, il ripetersi delle situazioni, la condizione precaria di equilibrio. Usa
contrapporre il bianco e il nero, per sottolineare come il reale si fondi su
dicotomie: il bianco è il colore della solarità, della chiarezza; il nero
sottolinea l’assenza, l’abisso oscuro.
La mostra The title of the show is too sad evidenzia proprio l’impossibilità
di affrontare l’esistenza in modo agevole: la tristezza è il sostrato di una
realtà governata da stati alterativi, da sospensioni, da slittamenti
imprevedibili. Lo si constata osservando le tre videoproiezioni, brevissime.
Protagonista di Sunshine Head e di Crystal brain è la madre di Ström. Nel primo video il sole, che
filtra attraverso le persiane abbassate, crea un gioco di luce, dissolve il
volto e lo fa riapparire continuamente; nel secondo è posto in primo piano lo
smarrimento della donna nel tentativo reiterato di toccare una lampada a gocce
appesa al soffitto, simile a un cervello di cristallo.

In The dying colour una pittura di colore nero scorre con un flusso
ininterrotto su un dipinto in bianco e nero, un reticolo di rombi, figure
geometriche caratterizzate dalla simmetria, ricorrenti in tutti i dipinti e i
disegni in mostra.
I titoli dei lavori sono costruiti su sequenze di parole
che si affermano e si negano al contempo. Su una parete della prima sala, una
tela di grande formato invita a ripetere: “nero, bianco, buono, cattivo” (Repeat: black, white, good,
bad
). Sulla
parete di fronte, il disegno Untitled propone all’infinito il titolo della mostra, in modo
ossessivo. Sul pavimento poggiano I don’t wait anymore, I wait e I don’t know, now I know, due lampade, anch’esse ricoperte
di pittura in bianco e nero. Nello spettatore si genera così la consapevolezza
che è impossibile tenere le situazioni sotto controllo.

Nella seconda stanza, l’installazione alterna carte e
dipinti con un effetto percettivo intenso. I titoli recitano in modo enigmatico
che “è ora di andare a casa, non ho casa”, “ora sono una donna, ora sono un uomo”, “non ricordo, adesso ricordo”. Ström pare suggerire che la
certezza si riduce ad apparenza, e che ogni cosa è facilmente confutabile.
Entrare nel cuore della realtà significa dunque dar corpo al dilemma e
riconoscerlo come unico senso possibile.

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Made
in Berlin per Annika Strom

tiziana conti
mostra visitata il 19 febbraio 2010


dal 18 febbraio al 31 luglio 2010
Annika
Ström – The title of the show is too sad (please repeat: black white good bad)
Galleria Sonia Rosso
Via Giulia di Barolo 11/h (Borgo Vanchiglia) – 10124 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 14-19 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0118172478; info@soniarosso.com;
www.soniarosso.com

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