Per
estensione, anche Iñaki Bonillas (Città del
Messico, 1981), fa da eco alle parole di Plath e, in un certo senso, le
corrisponde. “Non
c’è oggetto che compia la sua funzione più diligentemente di uno specchio”, sostiene l’artista messicano, “e
nessuno più affidabile: l’immagine riflessa (di noi stessi e del mondo) è la
copia più esatta che possa mai esistere. Il riflesso speculare è forse la sola
possibilità di una vera identità e di un dispiegarsi assoluto -non è un caso
che la parola riflesso includa nella sua origine latina il senso di ‘piegarsi’.
Quante volte, abbiamo provato, con una certa agitazione, che lo specchio non
rivela la verità ma invece la modifica, anche se leggermente: è così che
appaio?”.
Questa condizione di mancanza che,
ribellandosi, si situa allo stesso tempo dentro e fuori dalla cornice, è ciò
che ispira la serie torinese esposta ne Las ideas del espejo. L’artista ripropone in galleria, a
distanza di un anno esatto, un approccio minimalista e netto che scava le
immagini fotografiche appese fittamente alle pareti, riducendole.
Costringendole a una purezza che le nasconde all’integrità del reale e che
rivela, al volere del riflesso, il caso intrappolato all’interno dello scatto.
Il proposito è, quindi, creare un
archivio di quelle immagini che nessuno ha veramente fotografato, ma che
tuttavia esistono. Fra volti che sfuggono, luoghi che non si completano, spazi
che non hanno più dimensione e scene che non si completeranno mai, la
ripetizione dell’assenza sembra intagliare le pareti della galleria,
serializzata per diventare macchina di lampi. Contenitore di accenti
fotografici stampati e allestiti come gallerie di ritratti senz’aria.
Nel mezzo di una serie
apparentemente illimitata di lavori, l’artista apre differenti scorci (e
squarci). In questo modo una scena familiare, improvvisamente, apre un vuoto
che sembrava voler rubare lo scatto, riportando lo sguardo da un’altra parte.
Paesaggi, questi ultimi, che potrebbero essere ora scomparsi del tutto, ma che
– come elenca Bonillas – tornano a essere “il giardino, il quadro che decora
‘la quarta parete’ (quella che nel teatro è occupata dagli spettatori); l’ombra
del fotografo; lo sguardo rivelatore negli occhi dell’amante, ecc.”.
La
personale del 2009
ginevra bria
mostra visitata il 12 giugno 2010
dal 10 giugno al 31 luglio 2010
Iñaki
Bonillas – Las ideas del espejo 2010
Galleria Sonia Rosso
Via Giulia di
Barolo 11/h (Borgo Vanchiglia) – 10124 Torino
Orario: da
martedì a sabato ore 14-19 o su appuntamento
Ingresso
libero
Info: tel./fax
+39 0118172478; info@soniarosso.com; www.soniarosso.com
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Un giorno vorrei contare quante mostre con questo format vengono fatte in Italia e non solo. Giovane artista da località esotica con riflessione e citazione dove può rientrare tutto e il suo contrario. Evidentemente queste cose si vendono...non mi spiego altrimenti. Un pretenzioso artigianato dell'arte contemporanea..lo si capisce perché questo narcisimo espositivo e questa pretenziosità non sono contemporanei..ma riflettono dinamiche anacronistiche.
La prima cosa che andrebbe insegnata oggi ad un giovane artista e' come non fare l'artista.